– Smartcity e coworking, città ad alta connessione per cambiare il volto delle imprese.
Dalle infrastrutture che rendono possibile la nascita delle comunità virtuali agli incubatori di idee, progetti e sviluppi futuri. Viterbo può essere a “impatto zero” e la provincia la “sun valley” d’Italia. Medioera, il laboratorio migliore.
Durante il primo appuntamento, quello delle 16 moderato da Mauro Rotelli, si è parlato di “SmartcityVt, la città ad alta connessione” con Cristiano Alborè (Telecom Italia), Gian Piero Joime (Osservatorio ambiente energia del Comune di Roma), Chiara Frontini (assessore all’innovazione del Comune di Viterbo), Alessandro Fraschetti (Talete), Giovanni Locombi (comunediviterbo.com).
l filo conduttore è la relazione che c’è tra ambiente e innovazione, con un occhio alla Tuscia che non è così indietro come si può pensare, anzi.
“Ha le stesse potenzialità della California – ha detto Joime – è uno dei territori con la più alta incidenza di fotovoltaico a livello nazionale”. A spiegare le scelte politiche del Comune di Viterbo c’ha pensato Chiara Frontini. “Lo scopo dell’amministrazione comunale – ha spiegato – è quello di sostenere le giovani energie per una città smart, a impatto zero e che riesca a fornire informazioni in tempo reale. Il rispetto dell’ambiente e delle esigenze dei cittadini non è solo un impegno, ma un dovere morale”.
Quindi autobus e macchine elettriche, e parcheggi gratuiti per chi usa le “automobili del futuro”. Smart city, un concetto che è stato abbracciato anche da Talete e che significa – ha sottolineato Alessandro Fraschetti – razionalizzare le risorse attraverso gli investimenti”.
La seconda giornata di formazione come sempre si è conclusa con il secondo workshop in programma per le 18. Si è parlato di coworking, insieme a Michele Vianello (Vega, Parco Scientifico Tecnologico di Venezia), Giulio Curti (Bic Lazio), Marco De Carolis e Massimiliano Capo (Medioera). Coworking fa rima con networking, perché condividere spazi di lavoro, restando indipendenti, significa fare rete.
“I prodotti migliori – ha sottolineato Vianello – sono quelli che mescolano culture e modi di agire. Siamo nell’epoca della condivisione ed è dalla condivisione che nasce il business”. Direzione che prenderà anche l’incubatore di Valle Faul, realizzato all’interno dell’ex mattatoio “per far nascere e crescere – ha evidenziato Curti – le start up culturali della città dei Papi”.
I consueti appuntamenti pomeridiani con la formazione proseguono oggi alle 16 e alle 18 nella Sala Regia di Palazzo dei Priori con “iResilience: comunicare i rischi e l’emergenza ai tempi del web” e “Turismo tra racconto del territorio e competizione internazionale on e off line. E le nuove professioni?”.
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