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Animali - Così il consigliere Simoncini e i membri del coordinamento ambientalista Mancinelli e Paiolo dopo le operazioni sullo stabilimento

“Soddisfatti per il sequestro di Green hill”

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Riceviamo e pubblichiamo – Ci uniamo al coro di grande esultazione e gioia che si sta sollevando in tutta l’Italia per la notizia che finalmente le autorità competenti hanno avviato le operazioni d’ispezione e sequestro presso Green Hill, lo stabilimento di Montichiari che alleva cani di razza beagle da destinare ai laboratori di vivisezione di tutta Europa.

Si tratta del primo, concreto, colpo che segna finalmente un’effettiva battuta di arresto e l’avvio di seri controlli e ispezioni sull’attività di questa industria che, nonostante la sollevazione di popolo che si è registrata soprattutto in questi ultimi mesi in Italia, ma anche nel resto del mondo, per chiederne la chiusura, ha continuato imperterrita nel suo operato, sfornando quotidianamente centinaia e centinaia di poveri cani da spedire verso orrende torture sui tavoli operatori, alimentando un business di proporzioni enormi che resta, a oggi, la principale causa della sopravvivenza di una pratica inaccettabile e scientificamente superata come la vivisezione. Una pratica, tuttavia, consentita dalla legge.

Ma oggi anche la legge sembra essere stata violata da Green Hill, come, ignorato, è stato finora il sentimento nazionale che ne auspicava la chiusura e l’utilizzo di metodi alternativi e più moderni rispetto alla sperimentazione animale, tutt’oggi a disposizione, a tutti gli effetti, della scienza, ma scarsamente utilizzati. L’azienda risulterebbe, infatti, indagata per maltrattamento di animali in seguito alla denuncia delle associazioni animaliste e ambientaliste.

Ci auguriamo che il sequestro dell’allevamento, avvenuto sulla scorta di questa iniziativa, sia il primo fondamentale passo di un cammino irreversibile e inarrestabile che conduca al più presto a una piena affermazione della dignità e del valore della vita, riconosciute anche al mondo animale.

Speriamo vivamente che, qualora le accuse fossero provate, la mannaia della giustizia si abbassi senza pietà su chi dovesse aver agito in dispregio delle norme, calpestando, tra l’altro, il sentimento generale di assoluta contrarietà e disappunto che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica va manifestando, inascoltata, da anni.

Per questo, il nostro più sentito desiderio è anche quello di vedere cambiare la legge che ha permesso finora l’esistenza di realtà come Green Hill e la vivisezione, mediante l’approvazione in Senato dell’emendamento Brambilla che porterà al divieto di allevamenti di questo tipo in Italia, e quindi alla definitiva chiusura della struttura di Montichiari, oltre a promuovere investimenti sull’utilizzo di metodi alternativi di ricerca scientifica all’uso di cavie animali.

Per questo, saremo sempre pronti nei prossimi mesi a portare il nostro piccolo contributo a eventuali mobilitazioni che dovessero essere organizzate, affinché si possa definitivamente voltare pagina rispetto all’età barbarica della scienza e operare una progressiva affermazione della coscienza morale di un’umanità sempre più evoluta.

Francesco Simoncini
Consigliere comunale Viterbo delegato alla tutela animale
Tiziana Mancinelli
Paola Paiolo
Membri coordinamento animalista ambientalista


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18 luglio, 2012

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