![]() <p>Il carcere di Viterbo a Mammagialla</p> |
Riceviamo e pubblichiamo – Il coordinamento regionale Lazio, in ogni circostanza che permette di avere un incontro con i vertici del Dap, intende sempre far rilevare problematiche in quel momento presenti sul territorio della regione Lazio.
Oggi nella riunione che si è tenuta al dipartimento di amministrazione penitenziaria (per l’attribuzione monte ore lavoro straordinario Eser.Fin.anno 2012 per i servizi interni ed esterni decentrati) la Uil unicamente con nota a verbale ha posto all’attenzione del vicecapo vicario dottoressa Matone e del direttore generale personale e formazione Riccardo Turrini Vita, la vertenza aperta nel carcere di Viterbo la quale il prossimo 9 luglio vedrà manifestare il suo personale.
Purtroppo tranne un cenno dello stesso Turrini Vita, che rimane in attesa di una relazione del provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, altro non è stato riferito da parte degli stessi vertici Dap che facesse sperare a un interesse dello stesso Dap.
Quindi preso atto del silenzio del Dap (e delle altre Organizzazione Sindacale), ribadiamo la nostra presenza del 9 luglio per evidenziare questa disattenzione che il Dap continua a rappresentare sul tema Mammagialla, con i suoi 760 detenuti e i 289 agenti penitenziari rimasti in sede.
Probabilmente l’unico interesse di questa amministrazione riguarda solo la cosidetta vigilanza dinamica e patti di responsabilità con i detenuti, che per adesso coinvolge nella regione Lazio appena il 7 per cento (400 detenuti) della popolazione detenuta (Rieti, Femminile Rebibbia), ma ben lontana a trovare accorgimenti necessari per chi deve comunque adempiere a mantenere l’ordine e sicurezza nel restante 95% (6300) della popolazione detenuta, che vive nelle condizione disumane sulla quale l’unico valvola di sfogo e quello di prendersela con la polizia penitenziaria presente.
Daniele Nicastrini
Coordinatore regionale Uilpa penitenziari
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