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Consiglio comunale - La proposta avanzata ieri da Buzzi, Rotelli e Peruzzi (Pdl)

“Un coordinamento per gli eventi culturali”

di Maria Letizia Riganelli
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Il consiglio comunale

– L’uscita di scena di Caffeina da Pianoscarano fa discutere il consiglio comunale.

Nella seduta di ieri pomeriggio quanto accaduto sabato durante la kermesse culturale non è passato inosservato.

I consiglieri Maurizio Tofani (Udc) e Sergio Insogna hanno riportato al centro del dibattito la decisione di Caffeina di lasciare i due palchi di Pianoscarano, dopo le proteste dei residenti del quartiere.

“La polemica emersa è singolare – dice Tofani – . Sappiamo tutti quanto Pianoscarano sia un quartiere interno alla città, che segue dinamiche diverse. E sappiamo anche che i pianoscaranesi sono persone disponibili.

Nonostante questo però sono emersi problemi, la gente reclama perché vuole tornare a casa e durante la manifestazione ha grosse difficoltà. Capisco che durante un festival, importante come Caffeina, può sembrare secondario, ma un’amministrazione non può scivolare su una buccia di banana di questo tipo. E’ necessario intervenire con maggiore oculatezza e cercare soluzioni che tutelino entrambe le parti. Le soluzioni, ripeto, le deve trovare l’amministrazione. E’ suo compito”.

Tofani passa la patata bollente al sindaco Giulio Marini. “Anche lo scorso anno abbiamo avuto problemi con Pianoscarano durante la kermesse. Ricordo che nel pomeriggio c’era Senza Caffeina, ovvero tutta quella parte di spettacoli dedicati ai più piccoli. E furono problemi anche in quel caso. Come sapete – spiega Marini –  le cose non sono cambiate in questa edizione, l’insofferenza dei residenti per la manifestazione ha fatto sì che sabato mattina, dopo l’ennesima difficoltà riscontrata, io e gli organizzatori abbiamo deciso di togliere Pianoscarano dal programma di Caffeina. A volte bisogna prendere atto della realtà oggettiva per evitare che le situazioni peggiorino. Per il prossimo anno cercheremo di migliorare, partendo da ciò che di positivo quest’anno è venuto fuori. Ad esempio lo spazio del cortile dell’Abate. Una scelta che sta dando i suoi frutti”.

Ma che il problema non sia solo questo lo fa notare il consigliere Mauro Rotelli (Pdl). “Oggi abbiamo presentato un ordine del giorno su ‘Viterbo, città d’arte e cultura’, e credo che cada a pennello con la situazione.

Quando l’abbiamo presentato a Viterbo c’era da poco stato il funerale della cultura. Servono spazi e risorse ma più di tutto forse serve una linea chiara. Serve mettersi ad ascoltare tutti gli operatori che fanno cultura in questa città e capire quali sono i problemi e le esigenze. Io propongo un tavolo di confronto, dove invitare tutti gli operatori.

E creare un coordinamento, con regole precise, partendo per esempio dalle tariffe per l’affissione. La città deve tornare a essere protagonista, coordinando le vari attività presenti e non subirle e basta. Altrimenti accadono cose come quelle di Pianoscarano. L’idea è anche quella di creare una fondazione”.

Dopo molte chiacchiere però il consiglio è aggiornato alla prossima seduta e del tavolo di coordinamento per la cultura restano le parole di Giuseppe Talucci Peruzzi, firmatario dell’ordine del giorno insieme a Luigi Buzzi e Rotelli. “Vogliamo che il Comune – spiega Peruzzi – coordini tutti gli eventi. Senza parlare di mancanza di risorse perché è miope parlare solo di quanto il Comune dà al Tuscia operafestival senza poi andare a vedere quanto il Tuscia operafestival dà a Viterbo in termini culturali ed economici”.

Un punto questo che è riuscito a mettere d’accordo quasi tutti. “L’idea della fondazione come strumento di stimolo per la cultura va bene – dice Ricci (Pd) -, ma dobbiamo capire come fare. Ricordo sempre che gli spazi per la cultura sono ancora quasi inaccessibili. Il teatro è chiuso, il Genio è nel degrado e l’idea di un Teatrotenda a Santa Barbara sembra essere tromontata. Per non parlare delle condizioni del museo civico”.

Del punto se ne discuterà ancora nelle prossime sedute.


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11 luglio, 2012

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