![]() Enrica Ciorba e Priscilla Mattioli |
– Mercoledi 11 luglio all’ex chiesa di S. Carlo, nel corso di Caffeina, sono stati presentati i progetti vincitori del concorso nazionale “Turismo culturale nella Tuscia”, bandito dal Rotary di Viterbo, con il Rotaract Viterbo e la Fondazione Carivit.
Il concorso era riservato a giovani professionisti under 35 impegnati nel campo della promozione culturale e paesaggistica della provincia di Viterbo e chiedeva di presentare progetti di sviluppo e di valorizzazione del territorio viterbese. Tre i premi assegnati, tra i 24 progetti concorrenti.
Le vincitrici del primo premio, Priscilla Mattioli, 25 anni, con laurea magistrale in architettura del paesaggio e ad Enrica Ciorba, 32 anni, con laurea in sociologia del turismo, ambedue alla Sapienza di Roma, hanno raccontato il loro progetto.
“Intanto vogliamo ringraziare il Rotary, i coetanei del Rotaract e la Fondazione Carivit per aver istituito questo Concorso – è il primo commento di Priscilla Mattioli -, un’occasione e una speranza per noi giovani; e soprattutto vogliamo ringraziarli per averci assegnato il primo premio!
Il nostro progetto – spiega -, intitolato ‘Itinerario paesaggistico culturale nelle ville rinascimentali e barocche della Tuscia’, ha un sottotitolo preso da un brano letterario del ‘600, ‘andar per le amenità di quei vaghissimi giardini’ che ne riassume bene l’intento: condurre per mano i turisti a riscoprire la bellezza e l’unicità delle nostre ville rinascimentali e barocche: Villa Lante di Bagnaia, Palazzo Farnese di Caprarola, Castello Ruspoli di Vignanello, Villa Orsini Parco dei Mostri di Bomarzo, ognuna delle quali ha delle particolarità irripetibili, che permettono di rivaleggiare con le ville più note al turismo internazionale: quelle sabaude, quelle palladiane, quelle toscane, la Reggia di Caserta, Villa d’Este.
“L’area della Tuscia interessata dalle ville – aggiunge Enrica Ciorba – è quella che presenta il minor afflusso di visitatori, quasi tutti concentrati sul litorale balneare, sul Lago di Bolsena e sulle tombe etrusche di Tarquinia e Vulci. Perfino Viterbo presenta una permanenza media di soli tre giorni contro i cinque di quelle aree. Ora, siccome la Tuscia, in controtendenza con il resto del Lazio, presenta incrementi notevoli di visitatori, occorre approfittarne con una proposta suggestiva e competitiva”.
“Il progetto prevede dei pacchetti turistici completi che, in tre o cinque giorni, consentono di visitare le ville, ma anche territori circostanti su cui insistono (per Villa Lante, Viterbo; per Palazzo Farnese, l’area cimina; per Castello Ruspoli l’area falisc;, per il Parco dei Mostri, la Teverina ) – sottolinea Priscilla Mattioli -; inoltre, i turisti sono coinvolti in pranzo di gala in villa e in spettacoli d’arte, e sono assistiti con le più moderne tecnologie in ambiente 2.0. Abbiamo calcolato – spiega ancora – che, con la fattiva collaborazione degli enti pubblici e privati, questa offerta potrebbe incrementare il flussi turistici nella Tuscia, in specie a Viterbo, sede operativa dei pacchetti, di almeno il 15-20% annuo. Ora aspettiamo che le istituzioni e gli operatori turistici raccolgano la nostra proposta”.
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