Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'opinione del sociologo

Viterbo e Rieti hanno poco da spartire…

di Francesco Mattioli
Condividi la notizia:

Palazzo Gentili

– Negli anni settanta si diceva che le politiche territoriali non si facevano con il pennarello.

Credo che anche oggi, nel momento in cui si aboliscono tante province e parte la rincorsa all’“accorpamento”, si debba ragionare con lucidità e buon senso, ma anche con la consapevolezza sociale, storica e ambientale delle caratteristiche dei territori, che non possono essere ”giocati” come tessere di un puzzle, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

Viterbo e Rieti, o meglio la Tuscia e la Sabina hanno ben poco da spartire sul piano storico e territoriale; andatevi a guardare una cartina geografica, dieci chilometri di confine giù giù all’estremo sud-est del territorio falisco. D’altronde ritrovarsi nel Lazio è stata solo un’operazione geografica e politica quando fu necessario dare una “regione” a Roma.

La Sabina guarda sostanzialmente all’Abruzzo, in seconda battuta all’Umbria montana; la Tuscia guarda alla Toscana, all’Umbria tiberina. Dove “guarda” significa non solo, e non tanto, una continuità territoriale (pur ragguardevole) ma soprattutto una continuità storica che data dal II millennio avanti Cristo e che, in epoca romana, medievale, rinascimentale e persino unitaria è stata fortemente e continuamente ribadita.

Qualche esempio banale: le “necropoli rupestri” etrusche si dipanano lungo la Via Clodia dal Lago di Bracciano fino a Pitigliano e oltre, mentre Cerveteri e Tarquinia sono accomunate dalla stessa protezione dell’Unesco; le maremma laziale va dalla Tolfa a Capalbio; persino le direttrici viarie insistono su una logica longitudinale che unisce i monti Sabatini e quelli Vulsini; l’interconnessione tra la costa tirrenica e l’area cimina è nelle cose, nella storia e nell’economia.

Allora, visto che non si possono stravolgere le regioni, è chiaro che si devono cogliere le opportunità di aggregazione all’interno del Lazio, ma cum grano salis. Non quindi una aggregazione improbabile, “pennarellistica” tra Rieti e Viterbo, ma una rievocazione della subregione “Tuscia” che comprenda l’area tolfetana, cioè Civitavecchia e il suo circondario.

Così una nuova provincia Viterbo-Civitavecchia, avrebbe sia i requisiti spaziali e demografici, sia – e soprattutto – l’omogeneità storica, economica, infrastrutturale che una provincia, cioè un ente di programmazione del territorio, esige. Che diavolo programmerebbero insieme Rieti e Viterbo? Una gita al Soratte?

Ha quindi ragione Renzo Trappolini quando propone di guardare piuttosto a Civitavecchia; ma va anche detto che un progetto del genere, proprio perché necessita di uno sforzo propositivo, non è facile da realizzare. Gli impedimenti? Civitavecchia potrebbe guardare con più fiducia all’area metropolitana di Roma; inoltre occorrerebbe tracciare confini ex novo nell’area sabatina, mentre è più facile “incollare” le due province di Viterbo e Rieti; la classe politica locale è suddita di quella regionale e nazionale e quindi appare del tutto impotente a far vivere progettualità del genere.

Un pensiero va anche rivolto a chi si frega le mani per l’abolizione della provincia di Viterbo: certo, l’uomo qualunque ne sarà contento: “meno ggente che ce magna”.

Ma attenzione, era già difficile difendersi dall’invadenza di Roma, che dettava i tempi e i modi dell’economia regionale, figurarsi ora che Roma diventa un’area metropolitana in grado di fagocitare tutto il territorio d’intorno. Sarà difficile opporsi al suo strapotere economico, territoriale, amministrativo, e doverlo anche fare dividendosi le poche briciole con Rieti…

Francesco Mattioli


Condividi la notizia:
23 luglio, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/