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Diocesi - L'intervento di don Emanuele Germani

Grest, occasione di gioia ed evangelizzazione

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Riceviamo e pubblichiamo – Ormai in quasi tutte le parrocchie della diocesi, durante il periodo estivo, si svolge una delle tradizioni più belle e significative per bambini e i ragazzi.

Il grest, dal sapore puramente estivo raccoglie bambini anche fra i più piccoli fino ai giovani ultra ventenni per l’animazione e l’accompagnamento. Sono tantissimi in tutte le parrocchie e questo e’ il segnale che la Chiesa dopo secoli e’ ancora in grado di proporre cose belle e significative.

Ma viene spontaneo chiedersi perché le parrocchie tengano molto a questa esperienza.

Credo che uno dei motivi principali sia proprio il desiderio della Chiesa (sacerdoti e vescovi e insieme laici) di far percepire e ricordare la vocazione della stessa Chiesa: annunciare il vangelo e parlare di Gesù Cristo.

I grest se hanno il sapore di questo annuncio e di questo desiderio di parlare di Gesu’, diventano per le parrocchie, a motivo della grande partecipazione e attenzione di bambini e ragazzi, intensive occasioni di catechesi e catechismo mai visti nemmeno durante l’anno pastorale.

Parlare ai bambini di Dio e delle cose di Dio, parlare ai bambini di Gesù e della fede attraverso una storia, una canzone, un gioco e’ cosa buona, perché fa percepire ancora di più quale’ e’ la vera missione della Chiesa e lo spirito che contraddistingue questa esperienza dalle altre.

Ma i grest, se vissuti bene, sono vere occasioni di socializzazione e aggregazione, perché rendono bella la parrocchia attraverso la partecipazione, la collaborazione e l’integrazione fra ragazzi e genitori. Insomma una famiglia di famiglie dove si collabora, si costruisce e si cresce insieme.

Questo servirebbe sicuramente anche al ragazzo a ritrovare una armonia interiore che lo aiuterebbe a ritrovare il senso della Chiesa e il suo posto all’interno della Chiesa stessa. Lavorare insieme, genitori e bambini, mostrare l’unità anche in queste attività, favorisce l’integrazione e l’aggregazione, vero motore delle attività parrocchiali.

Durante le attività estive non si può non far amicizia. I giochi, i momenti di formazione, la preghiera sono tutte occasioni in cui i ragazzi riscoprono, attraverso lo stare insieme, il senso vero dell’amicizia. Una amicizia che deve essere fatta di apertura all’altro, generosità, simpatia, cordialità.

Si diventa amici solo se ognuno fa in se stesso un po’ di posto all’altro. Le parrocchie diventano cosi’ macchine generatrici di nuove amicizie che poi crescono e si rafforzano durante i mesi successivi e nelle altre iniziative pastorali.

Per trovare un posto all’interno della Chiesa, e’ necessario prima aver individuato nella propria vita alcuni doni e carismi. A tutti e a ciascuno il Signore ha dato doti particolari da mettere a servizio degli altri. E’ molto bello vedere durante i grest estivi ragazzi che partecipano ai vari laboratori e alle varie attività in cui ognuno possa conoscersi meglio. E’ anche questa la missione della Chiesa: aiutare i ragazzi ad amarsi, a valutarsi e ad autostimarsi!

Per i più grandi, gli animatori, gli educatori e i sacerdoti, spesso questo periodo e’ estremamente faticoso, perché all’ordinario si aggiunge lo straordinario. Ma lavorare, stare con i ragazzi, rende giovani dentro e dona tanta gioia e felicita’. A tutti la possibilità di fare questa esperienza, che anche se a volte sembra perdita di tempo e spesso fatica, è invece un grande dono per tutta la Chiesa.

Don Emanuele Germani


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3 agosto, 2012

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