– “Il tuo magnifico librino mi ha subito intrigato, messo di buonumore, fatto sorridere.” Così il grande regista Federico Fellini scriveva all’amico Ennio Cavalli, autore de “La Bibbia in lattina – Versetti a strappo”: trecento fulminanti battute per ridere e sorridere di tic, paure e furbizie dell’uomo contemporaneo alla luce di miti, simboli e personaggi dell’Antico Testamento, quasi risciacquando nel Mar Rosso i panni del nostro cinismo.
Era il 1992 e la lettera di Fellini, pubblicata in apertura del libro di Cavalli, edito da Sansoni, continuava così: “Che altro aggiungere per esprimere il piacere, la soddisfazione di vedere che mentre io non faccio niente e mi sto pericolosamente abituando, altri, amici cari che hanno però il piccolo vantaggio di essere molto più giovani , creano, producono, scrivono, licenziano opere significative, briose, così come questa tua ‘Bibbia in lattina?'”
Quel testo rappresenta anche uno spaccato dell’ultima fase della vita del grande artista riminese, vincitore di quattro premi Oscar al miglior film e alla carriera. Fellini sarebbe morto l’anno successivo, nel 1993. L’ultimo suo lavoro era stato “La voce della luna” (1990). Dopo il periodo di forzata inattività che lamentava con Cavalli, girò solo tre brevi spot pubblicitari per la Banca di Roma, protagonista Paolo Villaggio.
“Il reading musicale della “Bibbia in lattina”, proposto stasera, su iniziativa di Assotuscania, dopo “Agosto in due battute” di Achille Campanile, rappresenta anche un omaggio all’autore di “Amarcord”, sottolinea Ennio Cavalli, che anticipa per noi un paio di battute dello spettacolo: “Dio era allergico alla polvere cosmica. Al primo starnuto fu il Big Bang”. E poi: “Prima del peccato originale, Adamo ed Eva non si rendevano conto che davanti a loro, con quella lunga barba bianca, c’era Dio in persona. Credevano ancora a Babbo Natale!”.
A interpretare i “Versetti a strappo” di Cavalli, la Compagnia Theama Teatro di Vicenza, composta dagli attori Piergiorgio Piccoli, Daniele Berardi, Anna Zago, Anna Farinello. Musica dal vivo: Roberto Jonata (pianoforte) e Luca Nardon (percussioni). Anfiteatro del Parco Torre di Lavello, alle 21, ingresso libero.
Domani, 16 agosto, è invece la volta di Woody Allen. Gli stessi attori e musicisti presentano “Citarsi addosso”. Woody prima di Allen, ovvero i testi umoristici messi a punto, fin dagli esordi, dal futuro cineasta. Ne “La Morte bussa” trionfa comicamente il rovesciamento del classico duello fra il Cavaliere e la Morte: un industriale newyorkese di successo riceve un’inaspettata visita. É la Morte, proprio lei, mantello nero e faccia terrea, lingua tagliente e poche moine. E’ subito reciproco spiazzamento. Esilaranti brani da “Citarsi addosso” completano il colpo d’occhio sul mondo di Woody Allen.
Ma la particolarità di questa edizione di “Ci manda Petrarca…” sono gli aperitivi nelle botteghe degli artigiani di Tuscania. Il 14 agosto è toccato a “Olindo”, intagliatore e pastaio. Oggi pomeriggio alle 19, prima dello spettacolo nell’Anfiteatro del Parco, sarà la volta dell’ebanista e restauratore Antonio Iachini, in via Torre di Lavello 16. Domani, 16 agosto, “Ganassa”, cestaio e poeta in dialetto, illustrerà il suo lavoro nella cantina di via Oberdan 56.
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