Riceviamo e pubblichiamo – Sono una cittadina di Viterbo e sono appena tornata da piazza dei Caduti per l’acquisto dei biglietti per santa Rosa.
Sono scorcertata nel vedere ancora una volta l’arretratezza di questa cittadina, peraltro capoluogo di provincia non lo dimentichiamo, anche in una cosa semplice come questa.
Come si può pretendere che le persone, anche anziane, stiano sotto lo scoppio del sole alle 15 del pomeriggio, che ci si debba accaparrarsi dei bigliettini numerati per la fila sgomitando tra decine di persone che ti guardano pure male, che si sia costretti, all’apertura del portone, a stare come tanti pecoroni accalcati cercando di capire tra grida varie a che numero si è arrivati?
Ma sanno a Viterbo che ormai la tecnologia è andata avanti e che esistono anche microfoni o, se non vogliamo tanto, megafoni, o anche le vendite online? O no, scusate, l’online per questa città è pura fantascienza?
Francesca Pinzaglia
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