Riceviamo e pubblichiamo – Leggo con molto interesse le dichiarazioni di Francesco Scialacqua, ragazzo che personalmente non conosco, ma che mi ha favorevolmente impressionato per ciò che scrive.
Egli ha perfettamente fotografato una situazione che è ai limiti del paradosso, quella che riguarda le vicende del Comune di Viterbo che, mio malgrado, mi vede tra i protagonisti.
Si parla di spiccioli per gli assessori, ma non si chiarisce quali sono i termini economici delle varie poste di bilancio.
Per chiarezza e verità, le somme che riguardano gli assessorati sono poche centinaia di migliaia di euro, mentre quelle sull’Imu sono circa tre milioni di euro.
Ma di cosa parliamo allora? Concordo con Scialacqua! Colgo l’occasione per ribadire che la Destra presentò un piano di tagli alle spese per reperire, almeno in parte, i fondi per tagliare l’Imu. Ma di questo non si parla perché non conviene! Conviene metterla sulla bagarre e sulla demagogia.
Nello specifico avevamo proposto una rivisitazione dell’appalto del verde pubblico (oggi complessivamente 900mila euro) e di mettere un tetto di 400mila euro, cioè quanto si spendeva qualche anno fa. Come? Provvedendo a concedere i parchi a soggetti che, in cambio della manutenzione, avrebbero potuto gestire un piccolo chiosco (cosa che avviene in altri Comuni), facendo un concorso per le rotatorie e sostituendo i costosi fiori e pratini con opere in peperino raffiguranti le macchine di Santa Rosa (ogni rotonda una macchina).
Ciò avrebbe liberato già mezzo milione di euro. Poi c’erano altre proposte per un totale di risparmi di circa 2 milioni di euro.
Non le enuncio tutte per brevità, ma si possono ritrovare negli archivi dei giornali.
Tra i tanti tagli c’era anche quello dei quattro assessori (circa 120 mila euro), Purtroppo però nessuno ha inteso confrontarsi sulle nostre proposte, limitandosi a dire che non erano cose fattibili (anche se molti altri Comuni lo fanno).
Si è preferito andare sul terreno più familiare: un assessore a me, due a te, paghi sei e prendi dieci e il più classico: se fai casino è perché vuoi qualche cosa in cambio. In cambio vorrei una città migliore. Solo questo.
L’ottusità di alcuni personaggi e l’abitudine al potere, a volte, ingenerano delle situazioni veramente tragiche. Mi piacerebbe parlare di come il Comune ha speso e spenderà l’avanzo di amministrazione (la nostra è un’amministrazione che è in attivo per circa 3 milioni di euro), mi piacerebbe capire come si possono spendere 100mila euro per una pensilina o come sia venuto in mente di spenderne 600mila per una pista ciclabile su strada Bagni.
Delle strade dissestate, di come verrebbero utilizzati i soldi della comunità europea (speriamo non come quelli utilizzati per la pista ciclabile), soldi che, per inciso sono della città e non di Marini. Di queste cose mi piacerebbe parlare.
Ringrazio Scialacqua, quindi, perché finalmente si potrebbe, grazie al suo intervento, tornare a parlare di Viterbo anziché di poltrone.
Dubito, purtroppo, che il dibattito prenderà una piega diversa dall’attuale ed è per questo che forse è meglio tacere e non rispondere più alle provocatorie, quanto risibili, affermazioni di taluni amministratori.
Grazie dunque a Scialacqua, nella speranza che presto si possa tornare a parlare di programmi e proposte.
Andrea Scaramuccia
La Destra
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