Riceviamo e pubblichiamo – Dispiace dirlo ma un sindaco che governa con l’odio politico verso l’opposizione non può fare il sindaco.
Il sindaco sfrutta tutte le occasioni anche questa vicenda ignobile del consiglio regionale del Lazio, per screditare l’opposizione usando termini quali “gufi locali, lividi, invidiosi” o frasi offensive come: “sempre chini davanti ai boss regionali”, che denotano una grande mancanza di rispetto poco consona all’incarico pro-tempore che ricopre, cercando di insinuare in modo subdolo che tra gli esponenti in ambito locale e i consiglieri regionali ci potessero essere legami di interesse personale e non politico.
Vorrei tranquillizzare il sindaco e tutti i civitonici; i componenti del gruppo consiliare Pdl di Civita Castellana non sono vissuti mai alla corte di alcun consigliere indagato e non hanno mai usufruito nè di incarichi professionali nè di contributi provenienti dalla regione per finanziare associazioni, feste ed altro; mi auguro pertanto che il Pd locale abbia fatto altrettanto, anzi sarebbe opportuno che il segretario locale lo dichiarasse pubblicamente.
Quello che è accaduto in questi giorni al consiglio regionale del Lazio ha lasciato tutti attoniti e il termine disgusto usato dal sindaco è niente rispetto al sentimento di schifo che proviamo nei confronti di tutti i gruppi consiliari regionali di tutti i partiti sia di maggioranza che di opposizione che decidevano con sedute congiunte di aumentare i propri budget da spendere spesso in attività amene nel più completo disprezzo delle difficoltà che il paese e i cittadini stanno vivendo, con il conseguente aumento delle tasse e riduzione dei servizi.
In questo momento è facile fare del becero populismo, come sta facendo il sindaco Angelelli, cercando di sfruttare al meglio l’opportunità per dare la colpa all’avversario politico; la triste realtà è una soltanto, viviamo in un sistema malato dove tutti siamo corresponsabili. La nostra colpa è stata quella di non essere a conoscenza, non avendo mai vissuto in quella realtà, di ciò che stava avvenendo; magari Angelelli avendo avuto nella sua giunta un assessore che da anni lavora come dirigente in un gruppo consiliare regionale di sinistra avrebbe potuto sapere e magari denunciare questo simile degrado, ma non l’ha fatto: perché? Forse usando una metafora è più facile fare la legna quando l’albero è a terra.
Anziché fare demagogia parlando dell’Andosilla e delle scuole, battaglie che peraltro sono state condivise da tutti, dia il sindaco per primo il buon esempio e accolga la mozione di riduzione dei gettoni di presenza e delle indennità di funzione presentata dal Pdl prima dello scandalo; sarebbe un gesto apprezzato dai civitonici.
La sua onorevole richiesta di invitare a uscire di scena il più in fretta possibile l’opposizione purtroppo non può essere accolta, la democrazia è il fondamento della nostra costituzione e sia la maggioranza che l’opposizione, pur avendo funzioni diverse, vengono eletti dai cittadini per amministrare l’istituzione pubblica, seguendo dei principi costituzionali che, a quanto vedo, passando dall’opposizione alla maggioranza, ha dimenticato.
Francesco Urbanetti
Capogruppo consiliare Pdl di Civita Castellana
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