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Viterbo - Iniziativa dell’associazione osservatorio legalità Viterbo e dell’ente nazionale sordi

Assistente alla comunicazione, presentata interrogazione parlamentare

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Giacomo Barelli

– Un’interrogazione parlamentare a risposta scritta per sapere dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca come mai in provincia di Viterbo non è stata attivata la figura dell’assistente alla comunicazione presente invece in tutte le altre province del Lazio, “costringendo così le famiglie degli studenti sordi a ricorre a sistemi di istruzione alternativi a quelli pubblici”.

A presentarla, su iniziativa dell’Associazione Osservatorio Legalità Viterbo e dell’Ente Nazionale Sordi di Viterbo, la deputata Flavia Perina di Futuro e Libertà.

“Sordità-integrazione-istruzione – spiega il presidente dell’Osservatorio Legalità, Giacomo Barelli – rappresentano elementi fondamentali nell’educazione delle persone sorde. L’integrazione e l’inclusione degli studenti sordi nella scuola, di conseguenza nella società, non possono essere prese in considerazione e disciplinate prescindendo dalla specificità del deficit uditivo e dalla garanzia di un’educazione scolastica adeguata.

Lo studente sordo, al pari di tutti gli altri, è titolare del diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione della Repubblica italiana di ricevere un’istruzione a parità di condizioni, rispetto ai suoi compagni, ricevendo i necessari ausili e servizi volti favorire il suo apprendimento, la sua integrazione e la sua inclusione. Il servizio – prosegue Barelli – nella regione Lazio è stato attivato nelle provincie di Frosinone, Latina, Rieti, e Roma, ma non in provincia di Viterbo. Chiediamo al Ministro cosa intende fare per colmare la situazione anticostituzionale di disparità sociale, di non partecipazione ad un’istruzione adeguata e di svantaggio economico cui stanno andando incontro le famiglie degli alunni sordi”.

Nell’interrogazione parlamentare, dove si citano tutte le normative che si riferiscono alla figura dell’assistente alla comunicazione, si fa riferimento anche ad una sentenza del Tar Sardegna (n. 34 del 2012) con la quale si stabilisce che “l’assistente alla comunicazione, al pari delle ore di sostegno, costituisce diritto fondamentale che va comunque assicurato all’alunno disabile”, confermando quanto già previsto dalla legge n. 104/1992 sottolineando ulteriormente quanto essa sia istitutiva di un diritto tutelato da norme costituzionali identificabili negli artt. 2, 3, 34, e 38 comma 3 Costituzione.


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14 settembre, 2012

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