Riceviamo e pubblichiamo – Non sono solita puntualizzare o contraddire le provocazioni anche se mi riguardano direttamente e non sono da me condivise. Questa volta, però, vale la pena chiarire alcune cose.
Innanzitutto una amara e seria riflessione sul modo di fare politica instaurato negli ultimi anni.
Il dissenso, peraltro sempre esistito, non crea più dibattito; è solo occasione di rivalsa e, quanto più forte è la critica, maggiore deve essere l’accusa. Sembra che la politica, oggi, si possa fare solo così: gridando, accusando, distruggendo, a volte infamando. Si è consolidato uno stile che fa molto pensare e soprattutto pone un grosso interrogativo: esiste più il bene comune ? o esiste solo l’interesse proprio o di un gruppo e guai a scalfirlo?
Ringrazio Ricci per la stima, ma lo rassicuro: non ho la memoria corta e, tanto meno, vorrei distruggere il Pd per il quale, a modo mio e secondo la mia convinzione, mi sto spendendo.
Mi si accusa di aver contestato oggi i consiglieri comunali del Pd per una delibera alla quale, oltre sei anni fa, avevo similmente dato il mio consenso trovandomi nelle loro stesse condizioni.
E difficile capire che in sei anni la realtà del nostro territorio è cambiata? che in questi ultimi anni su Viterbo sono state riversate colate di cemento a non finire e che un’altra imponente cubatura a fini commerciali non è proprio opportuna? che la nostra città ha bisogno di pulizia, di verde, di servizi, di arte, di cultura, ma non certamente di cemento? E il Pd, quello ufficiale, cosa ne pensa, oggi? Quale progetto ha su Viterbo ?
Io non vivo nel passato e, pur non essendo giovanissima, sono protesa nel domani perché tutti dovremmo progettare, con senso e ponderatezza, il futuro della nostra bella città con la speranza che le nuove generazioni possano trovare una vivibilità migliore.
Un’altra piccola considerazione: nessuno ha notato che sono la coordinatrice di un gruppo Insieme per Viterbo Democratica un gruppo che pensa, critica, propone e, soprattutto, spera.
Nel gruppo è scaturita una riflessione attenta e come coordinatrice l’ho trasmessa senza dubbi e senza altra preoccupazione. Non ho tradito, non ho rubato, non ho concusso, non ho sprecato soldi pubblici e allora ? E tanto grave la mia scelta?
Mi premeva chiarire la mia posizione alla quale non intendo aggiungere altre parole. L’unica mia intenzione è di andare avanti spendendo i pochi spiccioli di cui dispongo a servizio della mia città, rivendicando il diritto di pensare e di scegliere le soluzioni che ritengo, oggi, le più adatte al territorio in cui vivo e che amo immensamente. Grazie e buon lavoro a tutti.
Paola Pascolini
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