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Regione Lazio - Dal 2002 due agricoltori aspettano ancora gli indennizzi per l'esproprio

Dieci anni per farsi dare 8mila euro

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La sede della Regione Lazio

La sede della Regione Lazio

(s.m.) – Dieci anni per farsi restituire 8mila euro. E non hanno ancora visto un centesimo.

La battaglia di due coltivatori diretti di Viterbo contro la Regione Lazio inizia nel 2002 e nel 2012 non è ancora finita.

Dieci anni fa la Regione espropriò alcuni terreni dei due agricoltori, con finalità di pubblica utilità. Ai coltivatori spettavano indennizzi di poche migliaia di euro (2mila uno, 6mila l’altro), da incassare, al massimo, entro il 2005. Ma quegli 8mila euro non sono ancora arrivati. Nonostante le due sentenze del tribunale di Viterbo che, l’anno scorso, ha dato ragione agli agricoltori.

Una notizia che ha quasi del grottesco, dopo l’inchiesta sulle spese pazze del Pdl regionale. Da un lato, centinaia di migliaia di euro prelevati dai conti del gruppo per cene a base di ostriche, vacanze, festini a tema e ricariche telefoniche. Dall’altro, due contadini che, dal lontano 2002, aspettano ancora i loro 8mila euro.

Il loro avvocato, del foro di Viterbo, li ha pignorati alla Banca d’Italia. A dicembre il giudice li svincolerà. Ma agli 8mila euro originari si aggiungeranno tutte le spese della causa civile: tassa per la registrazione del pignoramento, copie autentiche, pagamento dell’ufficiale giudiziario.

“Almeno altri 2mila euro buttati – afferma l’avvocato dei due contadini -. Un intollerabile spreco di soldi pubblici dovuto al fatto che la Regione non ha pagato a tempo debito. Tra l’altro, un dirigente regionale, area legale-contenzioso, da Roma, mi ha inviato una raccomandata lamentando il pignoramento perché non poteva avere, a suo dire, disponibilità per pagare gli stipendi. Gli ultimi fatti riguardanti la Regione parlano da soli. Ma invito la presidente e i politici a vivere, anche solo per un giorno, con la pensione di queste famiglie e ad aspettare per dieci anni ciò che gli spetta di diritto. Forse lavorerebbero per chi li ha eletti con un’altra etica. Ammesso che ne abbiano una“.


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22 settembre, 2012

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