Riceviamo e pubblichiamo – “Questa volta è stata la piazza a mobilitarsi sul dramma dei castagneti dei monti Cimini in via di distruzione a causa del cinipide galligeno del castagno”.
È quanto fa sapere il presidente dell’associazione castanicoltori Vallecimina Roberto Colla, che ha promosso nel pomeriggio di ieri, 31 agosto, un’assemblea pubblica nella piazza di Vallerano, dove l’argomento più discusso è ormai quello relativo ai castagneti che l’insetto sta distruggendo, con una perdita del prodotto cresciuta in modo esponenziale, tanto da raggiungere il 100% rispetto al raccolto di quattro anni fa.
“Infatti – prosegue Colla – da tre anni il raccolto è iniziato a scemare fino al punto che non si è potuto nemmeno effettuare il monitoraggio del balanino, a causa dell’assenza dei ricci”.
Una partecipazione di castanicoltori e cittadini di Vallerano e del territorio affollata e unanime sull’indifferenza da parte delle istituzioni, in primis della Regione Lazio.
La collettività è infatti preoccupata della situazione in particolare di quest’anno, in cui, oltre a registrare zero prodotto per castagne e olive, si rileva una riduzione consistente per le nocciole e una conseguente caduta elevatissima del valore dei castagneti, in un momento in cui la perdita nell’intero comparto si aggira intorno ai venti milioni di euro. Ed è il terzo anno consecutivo. Da qui il fatto che la lotta al cinipide non riguarda solo i castanicoltori, ma tutti. Va da sé che l’economia dell’intero territorio è in una criticità allarmistica.
“Era ormai improcrastinabile poter sentire la piazza – conclude il presidente – per aprire un confronto sulla conduzione della lotta al cinipide, il più possibile unanime. Lo stesso ha sottolineato che, essendo la lotta biologica l’unico strumento, almeno per ora, in grado di contrastare l’infestazione del cinipide, ci si dovrà tutti spostare sul torymus e quindi sul non uso dei fitofarmaci, una volta lanciato l’antagonista.
I castanicoltori, se hanno voluto lanciare il torymus per una lotta seria e efficace, è stato rimarcato, hanno dovuto tirar fuori i soldi di tasca propria.
Non è piu il tempo della propaganda. La Regione dia ormai un aiuto concreto e vero, che risulti a tutti i contribuenti, che faccia almeno conoscere dove e quanti lanci sono stati effettuati nei monti Cimini e quali risultati ha registrato”.
Associazione castanicoltori Vallecimina
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