Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta della presidente dell’ente nazionale sordi di Viterbo, Federica Miralli, al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, sull’integrazione scolastica per i ragazzi sordi in provincia di Viterbo – Gentile ministro Profumo,
Le scrivo in qualità di presidente dell’Ens provinciale di Viterbo, per far in modo che la sua attenzione e sensibilità sia risolutiva per la situazione dell’integrazione scolastica degli alunni sordi nella provincia di Viterbo.
Come lei ben sa la Legge 104/92 riconosce la figura dell’assistente alla comunicazione che affianchi l’alunno con disabilità sensoriale quale la sordità. Sicuramente è a conoscenza che nel nostro territorio nazionale gli enti locali si sono adeguati ad inserire e garantire tale servizio.
Mettendo più a fuoco le dico che nella Regione Lazio quasi tutte le amministrazioni provinciali si sono prese carico del servizio… perché quasi tutte? Semplice, tutte tranne la Provincia di Viterbo. Purtroppo i bambini e ragazzi sordi di Viterbo ancora non hanno usufruito di tale servizio che oltretutto è un diritto. Non è mai partito sebbene la legge in questione sia del 1992.
Porto la mia testimonianza che riguarda questi ultimi 5 anni, prima in qualità di vicepresidente e ora da presidente dell’ Ens Sez. Prov.le di Viterbo. C’è sempre stato un vero gioco di scarica barile di responsabilità tra il Comune e la Provincia di Viterbo, e alla fine il servizio non è mai partito.
Abbiamo fatto un tavolo di lavoro in data 15 giugno 2012 con il titolo “Sordità, diritti e servizi: l’assistente alla comunicazione ” al quale ha partecipato: Paolo Bianchini, assessore Politiche sociali e Pubblica istruzione; Maria Antonietta Russo, consigliera Pari opportunità; Federica Miralli, Presidente sezione provinciale Ens di Viterbo; Laura Crisci, Responsabile Uffico handicap – Provincia di Viterbo; Daniele Sabatini, assessore Politiche sociali del Comune di Viterbo al posto di Giulio Marini, sindaco di Viterbo.
In detto tavolo si è evinto che è la Provincia l’ente locale accreditato per erogare il servizio per la scuola di ogni ordine e grado, in base alle leggi:
D.Lgs. 163/2006 e ss.mm.ii (D.lgs. 6/2007 e D.Lgs. 113/2007); Art. 20 del D.Lgs. 163/2006; R.D. n. 2440/1923 e successive modificazioni e integrazioni; R.D.n. 827/1924 e successive modificazioni e integrazioni;
Dalle disposizioni di cui al disciplinare di gara e al presente capitolato speciale d’oneri e relativi allegati;
Dalle disposizioni di cui al bando di gara;
Dal codice civile e dalle altre disposizioni normative in materia di contratti di diritto privato,per quanto non regolato dalle clausole e disposizioni delle fonti sopra richiamate;
Legge n.123/2007; D.Lgs. 81/2008; Costituzione Italiana, art. 34, art. 3, art. 38. Legge 118/1971; Legge 517/1977; Legge 104/1992; D.Lgs 112/1998; Legge 67/1993; Legge regionale 14/1999;
Convenzione Onu;
Sordità, diritti e servizi: l’assistente alla comunicazione;
L’educatore sordo.
Risultato:
La Provincia di Viterbo non intende fare un bando a parte per il servizio, perché costa troppo (parole dell’assessore alle Politiche Sociali), ma ha fatto solo un bando per l’assistenza specialistica, al quale hanno partecipato cooperative che non hanno nessun titolo per occuparsi dell’assistente alla comunicazione;
Con lo scarto della base d’asta del suddetto bando faranno una convenzione con noi per l’assistente alla comunicazione solo per le scuole superiori e solo per quelle scuole in cui i dirigenti scolastici abbiano segnalato a loro un disabile sensoriale dell’udito che necessiti dell’assistenza.
Ora le domando: e quei bambini che frequentano le scuole materne, elementari e medie? Sono forse alunni che non hanno diritto all’integrazione scolastica? Perché nelle altre province laziali il servizio di assistente alla comunicazione è stato attivato e nella nostra ancora no?
Federica Miralli
Presidente Ente nazionale sordi Viterbo
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