Riceviamo e pubblichiamo – L’ho detto più volte: la legge di riordino sulle province in aggiunta al nuovo sistema elettorale che trasforma di fatto le stesse in enti di secondo livello avrà un effetto devastante sui territori e la gente.
Oggi che c’è la oggettiva necessità di attribuire funzioni istituzionali ai livelli bassi della scala gerarchica in attuazione al principio della sussidiarietà, ci si allontana ulteriormente dalle reali necessità delle comunità.
Ma è pure vero che oggi l’ente provincia di Viterbo sta dando un enorme alibi a tutti coloro che ritengono l’istituzione provincia inutile.
Il nostro atteggiamento è sempre stato e rimane costruttivo soprattutto perché vorremmo che alcune questioni fondamentali venissero affrontate e risolte. In primis la vertenza precari. Tema molto delicato, per i risvolti possibili, rispetto al quale abbiamo messo in campo uno sforzo comune e condiviso per cercare di dare tranquillità alle decine di lavoratori e alle loro famiglie.
Però questo non basta: la maggioranza non c’è più. La politica non c’è più. L’operato appare ispirato più ad un gioco al massacro in cui vengono seminate incertezze e inscenati spettacoli indecorosi di consigli e commissioni senza numero legale.
Se la posta in gioco non fosse così alta, tutto questo sarebbe linfa vitale per il nostro ruolo di minoranza. Ma è pur vero che non è possibile abusare del nostro atteggiamento responsabile e positivo. Atteggiamento che non può durare ad oltranza. La responsabilità dell’amministrare è un cosa seria e il tirare a campare non ci appassiona affatto.
Federico Grattarola
Capogruppo Pd in consiglio provinciale
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