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Palazzo Gentili - Il consigliere regionale Nando Gigli liquida la diatriba affermando che è inesistente e mettendo sotto osservazione Meroi

“Ma mi posso scontrare con un Santucci?”

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Nando Gigli

Nando Gigli

– Rodolfo Gigli non è in guerra e tanto meno con Gianmaria Santucci.

Non nasconde il suo fastidio il consigliere regionale, dopo avere letto le indiscrezioni sulla provincia che riguardano l’Udc. “Ma mi posso mettere a scontrare con un Santucci? – si chiede Gigli – Mi sento un po’ diverso, non certo migliore, non vorrei peccare di presunzione, ma siamo su piani diversi.

Ho trovato fastidioso quello che ho letto su Tusciaweb. Non ci sono scontri. Se mi fossi trovato nelle condizioni d’averne con l’assessore Santucci, avrei già smesso da tempo di fare politica.

Per mia indole non faccio guerre, ma se le dovessi fare, almeno che siano con qualcuno che si trovi a un livello un po’ diverso”.

A palazzo Gentili il gruppo Udc si è autosospeso dal partecipare a consigli e commissioni finché la situazione non sarà chiarita. Ragioni amministrative secondo il capogruppo Francesco Bigiotti. D’altra natura, stando a voci circolate insistentemente. Una sostituzione fra i tre assessori Udc, dove il più a rischio sarebbe proprio Santucci.

Io capisco l’interpretazione data – osserva Gigli – non è difficile immaginare i legittimi interessi da parte di qualcuno. Si vuole accreditare una realtà che qualcuno ritiene che vada accreditata, ma che non è proprio quella giusta”.

Ovvero? “Non c’è la caccia a nessuno. Ognuno sarà giudicato per quello che avrà dimostrato di essere e di saper fare.

Sul lavoro della Provincia c’è insoddisfazione e di quanto non funziona le responsabilità sono di chi la dirige.

Ripetutamente siamo intervenuti per cambiare la situazione, il carattere di quest’amministrazione, dando un minimo di visibilità, incisività. Non lo hanno recepito.

Poi se c’è chi si preoccupa di mantenere le proprie posizioni, è umano e legittimo”.

Meroi e giunta, quindi, sotto osservazione. “La provincia deve cambiare – osserva Gigli – e con il presidente deve esserci la volontà d’affrontare i problemi, evitando di glissare su questioni importanti.

Altrimenti, mi domando quali vantaggi per il nostro partito e il territorio ci sono nello stare in questa maggioranza. Io non l’ho ancora capito. Che iniziative fa?

Occorrono azioni che abbiano un significato a vantaggio del territorio, guardare a quello che la gente si aspetta. O si cambia o si pone l’esigenza di una revisione”.

Alla scelta dei consiglieri provinciali d’autosospendersi Rodolfo Gigli ha detto solo la sua. “Ero a Roma – ricorda Gigli – ho detto il mio punto di vista, ognuno si assume la sua responsabilità. Agli amici della Provincia di valutare la situazione, visto che conoscono i problemi meglio di quanto mi sia consentito. Quindi è giusto che siano loro ad assumere decisioni. A meno di un indirizzo generale del partito che non è stato assunto, sulla permanenza o meno nel sostenere la giunta. Vanno fatte le scelte giuste nell’interesse dell’istituzione in cui stiamo”.

Quindi nessuno è nel mirino. Solo ragioni amministrative alla base dell’autosospensione. “Colpire qualcuno sono stupidaggini e capisco da dove possono venire, comprendo le motivazioni egoistiche e umane. Comprensibili e rispettabili. Ma non si può accreditare per vera una realtà virtuale”.

Giuseppe Ferlicca


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30 settembre, 2012

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