Riceviamo e pubblichiamo – La pista delle meraviglie si arricchisce di attributi. Guardare per credere. Avviso i lettori che provare per credere espone certamente a rischi di entità non trascurabile.
Quella che è stata chiamata ufficialmente pista pedonabile (l’unica che potrebbe vantare la città di Viterbo), chiamata dai più pista rossa, da chi la percorre ogni tanto per lo più camminando o correndo pista della morte per l’arditezza di alcuni passaggi e attraversamenti si arricchisce di attributi.
Sostanzialmente diventa ecologica proponendo sfaccettature diverse del termine ecologico: immersa nel verde o forse più propriamente sommersa dal verde (peraltro in quantità da ritenersi limitata per effetto della siccità dell’estate che volge al termine), trionfo della biodiversità (piante e frutti appartenenti a diverse famiglie, generi e specie e tracce di passaggio di animali anchessi appartenenti a specie diverse) e per finire oasi ecologica con raccolta differenziata di plastica, lattine e carta.
Al di là di questi che possono essere senzaltro considerati valori aggiuntivi rispetto ai molti che già connotavano la pista e al di là di ogni intento polemico, da runner dilettante e frequentatore non proprio entusiasta della stessa pista durante stagioni meno propizie per la vegetazione mi sento di dover denunciare che percorrerla adesso è materia da incoscienti professionisti.
Nicola Lacetera
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