– Guardare allo sviluppo del territorio con programmi turistici integrati. Un concetto estremamente concreto quello che è emerso dall’incontro “Turismo, ambiente e ospitalità diffusa” organizzato dall’associazione Radici e Futuro presieduta dal colonnello Marcello Rossini.
“Radici e Futuro – ha spiegato lo stesso Rossini – e un’associazione apolitica che si prefigge lo scopo di promuovere le qualità del territorio sotto ogni forma.
Siamo fermamente convinti che un’area vasta come quella della Tuscia, che supera i confini regionali e provinciali, ha nel turismo una notevole forma di sviluppo. E’ quindi necessario che le associazioni, le istituzioni e gli operatori turistici si muovano in sintonia per mettere sul mercato un prodotto accattivante e interessante, creando dei circuiti e offrendo dei pacchetti che diano varie possibilità”.
A sostenere questa impostazioni i sindaci di San Lorenzo Nuovo, Anna Maria Zannoni, e Bolsena, Paolo Dottarelli. “Molte delle potenzialità di sviluppo di San Lorenzo Nuovo – evidenzia il primo cittadino – riguardano proprio la promozione del territorio, per questo oggi l’opportunità di guardare a delle politiche di turismo integrato deve passare da una programmazione sinergica tra le amministrazioni locali”.
Lo stesso sindaco bolsenese parte dalla sinergia istituzionale, non mancando, però, di evidenziare alcune anomalie: “Putroppo in una Regione come il Lazio molte delle risorse economiche destinate al turismo vengono assorbite da Roma e chiaramente le province ne risentono in termini di programmazione e prospettive. Un pacchetto turistico della Tuscia è un progetto valido e perseguibile, purché tutti facciano la stessa parte e le istituzioni locali non vengono lasciate al loro destino”.
Al primo posto delle qualità turistiche dell’area della Tuscia c’è l’ambiente, elemento evidenziato da Claudio Margottini membro della commissione Unesco e del Servizio geologico dell’Ispra.
“Le prospettive ambientali di un territorio che congiunge Umbria, Lazio e Toscana, sono decisamente molte, tutto sta a saperle sfruttare e mettere a sistema – ha spiegato Margottini -. Va rilanciato un progetto che sia capace di mettere insieme prima di tutto le istituzioni partendo dalla riqualificazione di molte eccellenze territoriali. Se di deve vendere un prodotto ambiente è necessario che questo sia salvaguardato nella sua unicità”.
A chiudere il dibattito la dottoressa Flavia Coccia del ministero del Turismo, capo della struttura “Rilancio dell’Immagine dell’Italia”, la quale ha messo in luce come: “La componente turistica deve essere innovativa e corrispondente alle nuove esigenze del turista. L’efficienza e la qualità delle strutture potrebbe migliorare di pari passo con nuove forme di promozione che siano efficaci e funzionali, per questo un progetto come quello di un pacchetto turistico di area vasta e’ una prospettiva che va sostenuta e completata per rilanciare aree del territorio italiano come quella della Tuscia”.
Al termine unanimi apprezzamenti sono stati espressi agli organizzatori dagli amministratori, dagli operatori e dai singoli cittadini che numerosi hanno affollato i locali del comune fino al termine dell’evento.
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