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Crisi in Comune - Il sindaco Marini annuncia la formalizzazione delle dimissioni

“Se avrò la maggioranza bene, altrimenti arrivederci”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini in conferenza

Giulio Marini in conferenza

Giulio Marini in conferenza

Giulio Marini in conferenza

Giulio Marini in conferenza

Giulio Marini in conferenza

– Soluzione seria a tempi brevi o tutti a casa (video: Marini: ecco perché mi sono dimesso).

Lo ha annunciato e oggi lo ha fatto. Giulio Marini si è dimesso da sindaco di Viterbo. Ora ci sono venti giorni per capire cosa fare. E Marini avverte che se ci saranno condizioni accettabili la porta del sindaco resterà aperta, altrimenti si chiuderà definitivamente.

“Questa mattina – esordisce il sindaco in conferenza stampa a palazzo dei Priori – ho presentato al protocollo le mie dimissioni accompagnate da una lettera del segretario generale al prefetto di Viterbo”.

Marini ha quindi spiegato la sua decisione. “Le motivazioni dipendono dal fatto che il cammino dell’amministrazione negli ultimi mesi è stato molto complicato. Il più delle volte la maggioranza non è riuscita a raggiungere il numero legale. La scorsa settimana poi l’epilogo con la bocciatura del bilancio”.

Un fatto che non ha influito sulle scelte di Marini. “Mi sono dimesso soprattutto perché per arrivare a fine mandato serve una maggioranza che sia forte nei numeri per approvare provvedimenti utili per la città. Se non c’è, ben venga il commissario. Ho dimostrato così il mio attaccamento alla città”.

Il sindaco ha poi chiarito perché ha scelto questa data. “Qualcuno ha detto che avrei dovuto dimettermi dopo la bocciatura di bilancio – continua Marini -. Non l’ho fatto perché quest’anno ricorrono i 500 anni dall’istituzione della festa di santa Rosa e volevo salvaguardare l’immagine della manifestazione religiosa che è primaria. Non ho voluto oscurarla con vicende legate alla politica”.

Marini ha fatto quindi un bilancio della sua gestione.”In questi anni sono stati fatti tanti lavori – inizia a elencare -. Penso ai 5 milioni di euro per la pavimentazione stradale. Ai 400mila euro della Regione per l’asilo e la palestra della scuola a Santa Barbara. Sono partiti gli interventi di riqualificazione del marciapiede di via Santa Maria della Grotticella. Una serie di attività che hanno un valore di circa cinquanta milioni di euro. Senza dimenticare l’appalto della nettezza urbana, del quale stiamo cedendo il ramo d’azienda, con una novità e cioè il servizio del porta a porta che è migliore nei costi e nella qualità rispetto ai cassonetti”.

Soldi che, Marini specifica, sono arrivati alla sua amministrazione. “C’è chi ha detto che i finanziamenti non sono arrivati a Giulio Marini, ma a questa città e sono felice che sia così. Però – avverte subito – sono arrivati per quel tipo progetto e non per un altro. Probabilmente altri non avrebbero avuto l’intensità che ha avuto questo e si sarebbero mischiati con quelli di altre città”.

Il sindaco spiega poi le questioni più spinose. “Ho affrontato la difficile scelta del risanamento del Cev, con sacrifici che l’amministrazione ha fatto e ha fatto fare. Non ho seguito quello che gli organi di Stato mi consigliavano di fare. Così per lo meno non abbiamo perso i venti posti di lavoro. Ho fatto i conti con il taglio di 5 milioni di euro del governo Monti e ho portato in consiglio comunale un bilancio che prevede l’Imu sulla seconda casa al 9,3. La cosa più odiosa è subire quello che non si vuole fare. Io l’ho dovuto fare e sono stato bocciato.

Proprio sull’Imu, Marini si lascia sfuggire qualche commento. “Parlando coi sindaci di Frosinone e Latina sono venuto a sapere che in queste due città l’Imu è rispettivamente al 10,3 e al 10,6. Non vi dico cosa mi hanno detto entrambi su chi protesta a Viterbo per la nostra quota. Evito”.

Ridurre ancora l’Imu avrebbe comportato troppi sacrifici per i cittadini. “Altri tagli avrebbero inciso sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori. Non lo voglio fare ed è giusto che affronti la situazione con fermezza. Se, in questi venti giorni, ci saranno le condizioni per ritrovare la maggioranza, la porta del sindaco è sempre aperta, altrimenti la lascerò chiusa alle mie spalle. Non posso chiudere la porta oggi. Può darsi che in questi giorni non ci saranno proposte. Se avrò la maggioranza bene, altrimenti arrivederci”.

Le proposte dovranno essere accettabili. “Ho dato le dimissioni e ci sono venti giorni per valutare eventuali proposte. Con le mie dimissioni si azzera il passato. Io le ho provate tutte con atteggiamento benevolo e accondiscendente per ciò che era accettabile. Ho fatto tutto tranne svendere la mia dignità. Cosa che non accadrà oggi né tra venti giorni”.

Per Marini la sua è stata un’operazione di trasparenza. “Le carte vanno scoperte. All’inizio il problema erano gli assessori, poi abbiamo visto che anche a costo zero non andavano bene . E’ uscito fuori che nessuno della mia amministrazione vuole lasciare il potere e anche questo è stato smentito, perché con le mie dimissioni decadono tutti. La verità di alcune decisioni uscirà fuori. Vedremo nei prossimi mesi chi ha indovinato nelle sue intuizioni e dove vuole arrivare la politica viterbese”.

Nel caso in cui non si presentassero le condizioni per ricostruire la maggioranza, Marini sarà quindi un libero cittadino. “La politica si fa non solo per mestiere ma anche per passione. Tra venti giorni sarò un libero cittadino, con la gioia di dare il mio contributo civile e umano alla città laddove sarà possibile. Vorrei essere ricordato come un sindaco serio per quello che ho fatto e per le risorse che ho dato alla città. Forse l’effetto negativo per me è stato di avere portato troppi soldi alla città? Avrò sbagliato in questo…”.

Su chi ha tradito politicamente, Marini è chiaro. “Innanzi tutto credo che chiunque ha modo di ravvedersi – dice -. Per me non c’è stata una congiura del bilancio. C’è un gruppetto di persone che ha fatto delle scelte. Potrebbe essere anche una bocciatura strategica perché arrivassi a questo punto e prendessi delle decisioni. Chi ha votato contro il bilancio lo ha fatto per le sue motivazioni. La battuta del bilancio blindato era solo una battuta che per me non è stata capita. E lo dimostra il fatto che io ho fatto subito un emendamento. Sul bilancio l’unica cosa, è attendere il 31 ottobre come consigliato dal legislatore”.

Marini ha anche spiegato l’impossibilità di ridurre il numero degli assessori. Questione sulla quale la Destra aveva puntato i piedi. “Latina, Rieti e Frosinone hanno otto assessori. Viterbo ne ha dieci da quando il comune ha perso il ricorso al Tar sulle quote rosa. Un ricorso strano, perché la sentenza è discutibile. Ho aggiunto due assessori e non ho sostituito con due donne gli assessori perché non me la sentivo di cacciare amministratori eletti dai cittadini”.

Il sindaco ha rassicurato sul futuro dei progetti avviati dalla sua amministrazione. “Sono arrivati un milione e mezzo del progetto Plus che aspettano di essere investiti. Mi sono accertato con gli organi amministrativi di questo ente che che i 13 milioni e mezzo possono essere spesi anche dal commissario. Il Plus è in sicurezza. Quindi quando il 25 me ne andrò lo farò con la tranquillità di non aver fatto perdere finanziamenti regionali alla città”.

Gran parte delle responsabilità per Marini dipendono dalla difficile fase politica. “La situazione è complicata e nel Pdl si è aggravata con le dimissioni di Berlusconi. Il presidente era in grado di richiamare all’unità di intenti che si è sfaldata con la sua uscita di scena. Non è un caso che circolino voci di una sua ipotetica ricandidatura. Non posso negare poi che Berlusconi ha da sempre avuto un occhio di riguardo per Viterbo e che qui sono arrivati finanziamenti anche dal suo governo”.

Sul suo futuro Marini ha pochi dubbi. “Potrei tornare alla Camera di commercio estinguendo l’aspettativa – dice -. Ho intrapreso la politica perché me lo hanno permesso due condizioni e cioè la fiducia del mio partito di appartenenza e quella degli elettori. Se dovessero ripresentarsi continuerei, altrimenti l’avventura finirebbe qui. Con una certezza nel bene o nel male ho sempre cercato di dare risposte a chi mi ha votato”.

In conclusione Marini si è detto soddisfatto dei risultati che la sua amministrazione è riuscita a portare a casa negli ultimi quattro anni. “C’è chi ha detto che chi avrebbe riqualificato la Valle di Faul sarebbe passato alla storia. Beh – afferma compiaciuto – me ne assumo tutta la responsabilità e ringrazio la presidente della regione Polverini per i finanziamenti concessi. Abbiamo bonificato e ristrutturato Sallupara che per me era un sogno fin da quando ero assessore al Patrimonio nella giunta Meroi. Non c’avrei scommesso una lira e invece abbiamo vinto questa sfida. Ho fatto dei parcheggi e non posso dimenticare l’acquisto di metà della proprietà delle ex Terme Inps. Insomma credo di aver fatto il mio dovere e il cinque più cinque – dice Marini riferendosi alla ricandidatura – non è un obbligo”.

Paola Piedomenico


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5 settembre, 2012

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