Riceviamo e pubblichiamo – Il sindaco di Orte non sapeva. E’ il dato emerso durante l’incontro che c’è stato giovedì 20 settembre tra il primo cittadino e una rappresentanza degli oltre duecento firmatari della petizione che chiede all’amministrazione comunale di riconsiderare la delibera che ha stabilito il raddoppio delle tariffe dello scuolabus.
Il primo cittadino è risultato essere, insomma, il primo dei disinformati. A suo dire, infatti, le tariffe praticate a Orte erano finora le più basse.
C’è la crisi, sono arrivati i tagli: bisognava riallinearsi con i prezzi di mercato. In realtà non è così e non occorre certo chissà quale attività di “intelligence” per scoprire che nei comuni vicini le cose stanno in modo del tutto differente. Vediamo come.
Il servizio scuolabus nel Comune di Vasanello ha un costo annuale di 70 euro e riduzioni a partire dal secondo figlio. Quindi tariffa annuale di 100 euro complessivi per due figli e 130 euro per 3 figli.
Il Comune di Soriano nel Cimino ha una tariffa mensile di 10 euro per il primo figlio con agevolazioni a partire dal secondo figlio per il quale la tariffa si riduce a 7,5 euro mensili mentre diventa uguale a zero a partire dal terzo figlio.
Nel Comune di Civita Castellana il costo annuale del servizio è pari a 114 euro con riduzione del 15% per il secondo figlio e del 25% a partire dal terzo figlio. Oltre alle agevolazioni, il Comune offre un servizio modulato prevedendo la possibilità di usufruire dello scuolabus solo per l’andata o il ritorno con importi variabili in base al servizio richiesto.
A Viterbo il costo annuale del servizio è di 139,50 euro per il primo figlio con riduzione a 46,80 euro per il secondo figlio e 23,40 euro per il terzo figlio.
Nel Comune di Orte la tariffa annuale è di 210 euro, senza nessun tipo di agevolazione per le famiglie con più di un figlio.
Quindi, facendo un po’ di addizioni, una famiglia con 2 figli, per il servizio scuolabus, spende: 100 euro a Vasanello; 175 euro a Soriano; 186,30 euro a Viterbo; 210,90 euro a Civita Castellana; 420 euro a Orte.
La sproporzione è evidente.
Si tratta di informazioni reperite facilmente sui siti dei vari comuni e che il sindaco di Orte ha chiesto, con stupore, di acquisire. Di fronte all’evidenza il primo cittadino ha preso l’impegno di rivalutare l’intera faccenda, ha invitato i presenti a pagare intanto solo la prima rata, ha promesso un nuovo incontro a dicembre, ha confermato (altro tema, non meno importante) che il costo del ticket della mensa scolastica aumenterà ma ha assicurato che non supererà i 4 euro. Vedremo.
La prima cosa che viene da chiedersi, a patto che non abbia abilmente finto, è come mai il sindaco non sapesse nulla. E’ a questo punto che compare la figura dell’assessore all’Istruzione. Prima di riuscire a parlare con il sindaco, infatti, la delegazione di genitori ha dovuto affrontare la tracotanza di colui che, poi, si è capito essere il padrone assoluto delle mense e degli scuolabus.
Affermando con sdegno e fastidio di non aver letto la petizione né gli articoli né le lettere di protesta comparsi sulla stampa locale (si sa, del resto, il gran daffare del signor assessore), schernendo i presenti sul fatto di volersi piuttosto dare importanza con simili mezzucci (forse alludeva ai famosi quindici minuti di Warhol?) assicurava, con candore, ai presenti che neanche il sindaco era al corrente della protesta (fatto poi smentito dallo stesso sindaco).
Non stupisce pertanto che in questo regime di “disinformatia” vengano prese decisioni fondate su notizie errate o, piuttosto, su omissioni. Sono problemi di comunicazione interni all’amministrazione che non dovrebbero pesare sui cittadini.
Ad onor di cronaca va detto anche che l’incontro con l’assessore si concludeva con la “minaccia”, nel caso gli inevitabili aumenti di scuolabus e mensa continuassero a non essere graditi, di risolvere il problema eliminando entrambi i servizi. Novello signore assoluto di Orte e dintorni, l’assessore dà, l’assessore toglie; a suo piacimento. C’è da sperare che nei prossimi editti non renda di nuovo vigente lo ius primae noctis o non decida che la lingua ufficiale di Orte sarà lo svedese.
A parte i lati grotteschi, tutta la vicenda restituisce un ritratto desolante degli amministratori ortani, incapaci anche del più minimo dei gesti di civiltà, quello che dovrebbe caratterizzare la condotta di chi regge la cosa pubblica: ascoltare le istanze dei cittadini; motivando, in ogni caso, le scelte e rendendo conto del proprio operato.
Tra l’altro, questa sconsiderata politica tariffaria presumibilmente si risolverà in un maggior danno economico: i residenti di alcune zone periferiche del comune intendono, infatti, rinunciare al servizio e si stanno organizzando autonomamente. Se le defezioni si moltiplicheranno, oltre ai minori introiti, il comune si troverà a far fronte anche all’impatto sulla mobilità e viabilità locali generato dall’aumento dei viaggi da e per la scuola.
Ora che anche le forze di opposizione si sono rese conto del problema aderendo alla protesta ci si augura che l’iniziativa di alcuni volenterosi cittadini sia sostenuta con la dovuta forza e con tutti i mezzi di lotta nelle sedi istituzionali.
Luca Agneni
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY