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Festa della polizia - Urti: "Solo guardando al passato possiamo costruire un futuro a salvaguardia di chi ne ha bisogno"

Una professione per costruire l’unità

di Elisa Cappelli
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Il questore Gianfranco Urti

Il comandante provinciale dei carabinieri Gianluca Dell'Agnello

L'assessore provinciale Santucci

Don Flavio Valeri

Fainelli, Dell'Agnello, Santucci e Tornatore

Fainelli, Dell'Agnello, Santucci e Tornatore

Il questore Gianfranco Urti

Il questore Gianfranco Urti

– Un ricordo per tutti coloro che sono morti facendo il loro mestiere e un incoraggiamento ad esercitare questa professione per costruire l’unità (fotogallery).

All’insegna di questo pensiero si è svolta questa mattina la santa messa in onore di San Michele Arcangelo, patrono della polizia di stato.

Alla celebrazione, che si è tenuta nella chiesa di Sant’Angelo in Spatha, sono intervenuti tra gli altri il questore Gianfranco Urti, il comandante provinciale dei carabinieri Gianluca Dell’Agnello, l’assessore provinciale Gian Maria Santucci. La messa è stata officiata da don Flavio Valeri.

“San Michele – ha ricordato don Flavio all’inizio della celebrazione – rappresenta un amico che sta vicino a chi fa questo mestiere pericoloso. Ringraziamo il Signore per aver affidato loro questo compagno di viaggio.

Bisogna vedere questo momento – ha continuato – come un modo in cui ci rafforziamo perché il compito della polizia è mettere a disposizione la vita per gli altri”.

Dopo la lettura di rito della preghiera della polizia di stato, il questore Urti è intervenuto prima della conclusione della messa.

“Quello del poliziotto – ha ricordato – è una lotta perenne contro l’illegalità sull’esempio di san Michele Arcangelo. Il ringraziamento va agli uomini e alle donne della polizia di stato che sacrificano anche i momenti per stare con la loro famiglia nella consapevolezza del mestiere che fanno”.

E poi un pensiero a chi è caduto esercitando la professione.

“Questa cerimonia non può alleviare il dolore dei familiari per chi è caduto in questo mestiere – ha sottolineato il questore Urti – e io non posso far altro che ricordare”.

Solo guardando al passato – conclude – possiamo costruire un futuro a salvaguardia di chi ne ha bisogno”.

Elisa Cappelli


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29 settembre, 2012

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