– Una prima nazionale apre questa sera, lunedì 10 settembre, la XII edizione del festival “Spazi e memoria. Il Teatro e Cultura tra le due guerre” con la direzione artistica di Marco Prosperini.
Il festival presenta vari appuntamenti fino al 16 settembre in diverse location; a Viterbo negli storici prestigiosi cinquecenteschi cortili di Palazzo dei Priori e Palazzo Gentili e Capodimonte presso il centro comunale La Cascina e intende rivisitare ed approfondire quel segmento di cultura italiana dal 1920 al 1940 assai ricco di fermenti, di novità e di sperimentazione: un periodo di elevato spessore soprattutto per la forza di attrazione che autori, scrittori e drammaturghi ebbero sulle arti in generale.
Stasera alle 21 nel cortile di Palazzo dei Priori va in scena “Vulcana. Il dolore, la forza, l’amore e la rabbia di Anna Magnani”, uno spettacolo di Fabio Mureddu con Francesca Nunzi, musiche eseguite dal vivo da Giorgio Monoscalco.
Lo spettacolo porta in scena,il più grande scandalo sentimentale della storia del cinema Italiano, il triangolo amoroso dei tre miti del cinema internazionale: Anna Magnani,Roberto Rossellini e Ingrid Bergman.
Un allestimento stilizzato ma rigoroso. I personaggi della storia, interpretati da Francesca Nunzi e Fabio Mureddu, si dividono lo spazio simmetricamente come fosse un campo di battaglia. Un rincorrersi di racconti, ricordi, rabbie e dialoghi impossibili. Le musiche sono eseguite dal vivo da Giorgio Monoscalco, aiuto regia Ruggero Lorefice.
Lo spettacolo porta in scena il più grande scandalo sentimentale della storia del cinema italiano, il triangolo amoroso dei tre miti del cinema internazionale: Anna Magnani, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. Viene rappresentato il burrascoso e passionale legame tra Anna e Roberto.
Il rapporto era scandito da scenate plateali e furibonde, momenti di grande tenerezza e memorabili episodi di condivisione artistica. L’arrivo della Bergman, la diva più famosa d’America, travolse definitivamente la loro relazione „
L’abbandono, per Anna, giunse in modo improvviso. Rossellini, fuggendo, all’alba, senza dare alcuna spiegazione, raggiunse la Bergman e la chiamò a interpretare la pellicola Stromboli, togliendo il ruolo alla Magnani. Anna, abbandonata e ferita, decise di realizzare comunque il film pensato inizialmente per lei: lo chiamò Vulcano, come l’isola in cui fu girato, contemporaneamente a quello di Rossellini.
A poche miglia di distanza, le due pellicole furono girate contemporaneamente, tra solitudini (umane e geografiche), rancori e rimorsi. Si racconta che Anna, ogni sera, terminate le riprese, raggiungesse la riva del mare per lanciare improperi nella direzione di Stromboli, sfogando tutta la sua rabbia.
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