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Comune - Indagine del Sole 24 Ore - Solo cinque capoluoghi fanno meglio sulla prima casa

Aliquote Imu, Viterbo sotto la media nazionale

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Il sindaco di Viterbo Giulio Marini

Il sindaco di Viterbo Giulio Marini

– Aliquote Imu, a Viterbo non stiamo messi male, con lo 0,39% sulla prima casa e lo 0,92% sulle altre, come lo stesso sindaco Giulio Marini ha tenuto a precisare, anche se in Italia ci sono comuni che sono riusciti a fare di meglio e a introdurre quelle agevolazioni che nel capoluogo sono state bocciate.

La città dei papi è comunque sotto la media nazionale sia per le prime case (0,45%), sia per l’aliquota ordinaria (0,97%).

Secondo un’indagine del Sole 24 Ore, meglio di Viterbo per la prima casa hanno fatto soltanto cinque comuni capoluogo: Mantova (0,30%), Biella, L’Aquila (0,37%), Nuoro e Vercelli (0,38%).

Poi ci sono altri centri la cui aliquota varia o per effetto di riduzioni in base a reddito del titolare, disoccupazione, presenza in famiglia di portatori d’handicap, oppure secondo la categoria catastale o per case gravate da mutuo o detrazioni extra e sono: Chieti (0,2% – 0,4%), Milano (0.36% – 0,60%), Novara (0,38% – 0,5%), Pescara (0,30%, 0,40%), Pistoia (0,40 – 0,60%), Teramo (0,26% – 0,46%).

La stessa aliquota di Viterbo sulla prima casa (0,39%), l’ha applicata soltanto Trieste.

Faranno pagare meno sull’aliquota ordinaria rispetto a Viterbo, invece, sedici capoluoghi: Belluno, Bolzano, Crotone, La Spezia, L’Aquila, Pordenone (0,76%), Grosseto, Nuoro, Oristano, Udine (0,86%), Sassari (0,80%), Treviso, Varese (0,83%), Ferrara, Massa, Vercelli (0,90%).

Non ci si può lamentare, se si considera che 46 città capoluogo hanno applicato l’aliquota massima per quella ordinaria (1,6%).

Ma se a Viterbo è previsto uno sconto per i canoni concordati come altre realtà, anche se al quotidiano economico non è stato comunicato e non figura nella tabella, altre differenziazioni non sono state applicate, come sconti per immobili produttivi o categorie speciali come botteghe artigiane o cinema e teatri. E’ in sostanza l’emendamento Pd bocciato.

Tredici capoluoghi poi hanno applicato un’aliquota elevata per le banche e nove sconti per le nuove imprese.


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29 ottobre, 2012

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