Riceviamo e pubblichiamo – Sabato scorso ho partecipato all’assemblea nazionale del Pd ed ho trovato un partito che ha parlato il linguaggio della serietà e della responsabilità. Il dibattito ed il messaggio che esce da Roma testimonia di come guardiamo alla ricostruzione e al cambiamento.
Ora dobbiamo vincere le primarie con Bersani e lavorare per un nuovo governo di centrosinistra dopo Monti. Sì, perché io mi auguro che sarà Bersani a sfidare la destra.
Sosterrò Bersani alle primarie con la convinzione che non serve un solo leader al comando e che l’esperienza di questi anni sia la garanzia per chiudere una lunga stagione fatta di illusionisti, di parole al vento e di finzione. Un lungo periodo in cui ha vinto una cultura populista che ha minato i fondamentali del nostro stare insieme.
Quante volte abbiamo detto che alla crisi sociale si legava una potentissima crisi democratica? Quante volte sostenuto che la fine del berlusconismo sarebbe stata fiammeggiante dal punto di vista della tenuta democratica e sociale? Quante volte lanciato l’idea di una riforma del sistema democratico e dei partiti?
In molti ci guardavano con sufficienza, continuavano a servire amabilmente il manovratore raccontando un Italia che non c’era. Noi dobbiamo ripartire da qui: dal paese reale e dalla richiesta di un impegno per cambiare.
Le primarie servono a questo: riconnettere un popolo ad un nuovo centro sinistra di governo, colmare la distanza tra cittadini e politica. Non un fatto burocratico ma un processo democratico vero, un bagno di umiltà nel quale ritrovare il nostro popolo e conquistare la fiducia di milioni di italiani.
Bersani ci ha messo la faccia, da vero innovatore, e lo sta facendo offrendo al paese l’unica vera proposta di governo. Ricostruzione e cambiamento: un messaggio di fiducia e di speranza per l’Italia.
È spontaneo da parte mia pensare alla straordinaria forza di un dirigente che in questi anni ha vinto, che ha rimesso in cammino un popolo (il nostro, deluso e sconfitto nel 2008), poi rafforzato il profilo di un Pd in grado di reggere la sfida del governo. Oggi siamo l’unico partito popolare e democratico, senza padroni.
Penso inoltre alla straordinaria normalità di un leader, di uno che ha sempre detto: “se tocca a me, il mio nome sul simbolo non ci sarà”. Questo è l’esatto contrario di come abbiamo passato gli ultimi 15 anni.
Anni nei quali la politica, e quindi la società, è stata l’io e non il noi, la divisione piuttosto che l’unità, l’arroganza del potere e non il servizio ai cittadini, l’individualismo piuttosto che il senso della comunità.
Chiudiamo questa fase con il ritorno alla normalità e con l’idea che un paese grande e complesso come il nostro non si governa con un altro illusionista ma con la forza delle idee e con una solida idea della democrazia. Per questo lavorerò per Bersani candidato premier per il 2013.
Andrea Egidi
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