Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Ambiente - Il gruppo Uniti per Vasanello in campo per approfondire le centrali previste a Orte e Soriano nel Cimino

Biogas, necessario valutare i rischi

Condividi la notizia:

Riceviamo e pubblichiamo – Nel territorio di Orte (Bagnolo) e Soriano nel Cimino (Sant’Eutizio) è prevista la realizzazione di due centrali a biogas che interessano da vicino Vasanello.

Infatti, in entrambi i casi i confini di Vasanello con i due Comuni citati in cui dovrebbero sorgere tali centrali sono il legame che più ci interessa in quanto esse sarebbero più vicine a noi che ai centri abitati di Orte e Soriano.

Occorrere conoscere perché dovrebbero nascere le centrali a biogas, come funzionano, quali benefici possono apportare ai Comuni in cui si insediano.

Noi abbiamo capito che:

1 – dovrebbero nascere per aiutare le aziende agricole, soprattutto quelle che fanno allevamento, a smaltire i residui delle lavorazioni agricole, delle sterpaglie, dei liquami derivanti appunto dagli animali allevati e dalla produzione, apposita, di mais da utilizzare per produrre metano (e quindi energia più pulita rispetto a quella derivante dagli idrocarburi) dalla decomposizione di tutti questi elementi insieme.

2 – Le aziende che producono tali impianti li consigliano almeno di un megawatt a chi ha la proprietà di non meno di 300 – 400 ettari in quanto fa realizzare guadagni enormi. L’impianto costa circa 3–4 milioni di euro e si ammortizza in circa 4 anni, in quanto con un impianto di poco meno di un megawatt (limite per il quale non è prevista la valutazione di impianto ambientale e particolari autorizzazioni) è previsto un guadagno annuo di circa 900mila/un milione di euro.

Per venti anni è garantita la remunerazione di 0,28 centesimi per ogni kilowatt prodotto dalla centrale contro i 0,07 centesimi del prezzo di mercato. Ciò significa che in venti anni, tolto il periodo di ammortamento, restano di guadagno 16 milioni di euro per i proprietari dell’impianto. Per questo motivo meramente speculativo poche aziende impostano le centrali sulle loro reali possibilità di farle funzionare impiantando pochi kilowatt e sostenendo il processo di produzione energetica con le loro sole forze.

Dove questo succede gli impianti funzionano bene e non ci sono problemi a reperire il materiale necessario per la produzione di energia. La regola, invece sta diventando quella di impiantare nelle aziende agricole centrali con una produzione importante le quali non riescono a sostenersi da se stesse e che sono obbligate a importare liquami e scarti vegetali in grandi quantità, in modo tale che una processione incessante di automezzi pesanti conferisca tali prodotti per alimentare continuamente la produzione di gas. Ciò significa un traffico continuo di camion e un grado di inquinamento che da solo pareggia o supera la produzione di energia pulita.

3 – Comportano problemi vari per le popolazioni nelle vicinanze delle quali vengono costruite: cattivi odori e rumore sono i più evidenti. Inquinamento delle falde acquifere, emissioni di sostanze nocive sono quelli che si evidenziano successivamente. Infatti per produrre il mais da inserire nei contenitori insieme agli elementi necessari alla produzione di gas (digestori), vengono utilizzati concimi in quantità quintuplicata rispetto alla coltura di mais destinato al consumo umano e ciò è causa di sicuro inquinamento delle falde acquifere. Inoltre, occorre tenere presente che le decine di morti che si sono verificate lo scorso anno in Germania derivanti dal consumo di verdure fresche pare che siano state provocate dall’utilizzo degli scarti della lavorazione del processo produttivo delle centrali (digestato) non proprio pulito, tanto che la Svezia, dopo queste morti sospette ha obbligato a pastorizzare i liquami in ingresso ed i concimi in uscita dalle aziende per evitare contaminazioni.

È sicuro, poi che i digestori non riescono a eliminare i batteri termoresistenti alla cui famiglia appartengono quelli del botulino e del tetano.

Per concludere i vantaggi sono dei proprietari dei terreni e dei costruttori degli impianti, gli svantaggi sono tutti per le popolazioni nelle cui vicinanze questi ultimi vengono costruiti. Mentre ai primi resteranno in tasca circa 16 milioni di euro in venti anni, alle popolazioni resteranno contaminazioni ambientali, traffico, inquinamento vario.

Come gruppo Uniti per Vasanello siamo assolutamente a favore delle energie alternative alle fonti fossili, ma a patto che non creino problemi identici o peggiori delle prime.

Per questo motivo andremo fino in fondo per capire le situazioni che riguardano gli impianti di Bagnolo e Sant’Eutizio per difendere la salute pubblica dei cittadini di Vasanello, informandoli sui rischi che si potrebbero correre. La nostra speranza è che anche l’amministrazione comunale rimasta inerte in questi mesi faccia sua parte, e si impegni per quanto è in suo potere per intervenire affinché si tuteli il nostro territorio e la nostra salute.

Uniti per Vasanello
Gruppo consiliare


Condividi la notizia:
23 ottobre, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/