Riceviamo e pubblichiamo – Per dovere di informazione corretta in merito alla rappresentazione teatrale che si terrà il 31 ottobre, presso il cimitero vecchio a Vetralla, si precisa che il documento riguardante il processo di stregoneria a Vetralla è datato 1567 ed è conservato presso l’archivio di Stato di Viterbo, Fondo Miscellaneo, Tribunale di Viterbo prot.264;
gli atti relativi al processo ci sono pervenuti nella loro interezza e comprendono non solo l’istruttoria completa nelle parti dell’accusa e degli interrogatori, ma anche della fase della tortura e della sentenza.
L’esame di tali documenti è fondamentale per la compresione della nascita della stregoneria, processo alla base del quale si trovava lo stupore, l’ignoto e la paura. Un fenomeno che, sia nella credenza che nella pratica, era diffuso e generale con un aspetto prettamente femminile.
Riteniamo importante fornire con precisione i dati necessari alla consultazione dei Fondi che conserviamo in quanto convinti che lo studio di ciò che è accaduto in passato sia di fondamentale importanza non solo per la comprensione dei fenomeni stessi ma anche per gli spunti di riflessione e di ricerca che potrebbe fornire.
Sarebbe interessante analizzare il drammatico fenomeno moderno del “femminicidio” alla luce di quanto accaduto in passato nei confronti delle donne, protagoniste principali, loro malgrado, ieri come oggi.
Desidero inoltre informare che la missione istituzionale dell’archivio di Stato di Viterbo, recependo l’indirizzo politico, è oggi finalizzata, oltre che alla conservazione del patrimonio culturale, alla sua valorizzazione ma, sopratutto, al rinnovamento e all’ampliamento dell’offerta culturale che deve essere indirizzata ad un pubblico sempre più vasto ed esigente.
A questo proposito abbiamo pensato che si possono ben sposare i documenti storici con le diverse espressioni dell’arte contemporanea nelle sue più variegate forme, attraverso quel filo conduttore che non viene mai a mancare tra tutte le diverse espressioni artistiche e il percorso storico-culturale che le ha prodotte.
Ben venga quindi la compagnia teatrale che ci ripropone il processo a donna Laurizia o scrittori come Antonello Ricci il quale, prendendo spunto da un telegramma trovato per caso tra le carte d’Archivio, ne ricava un racconto, espressione dell’ambiguo e fecondo legame tra storia e poesia, che sarà presentato presso la Sala Conferenze dell’Archivio di Stato (via Cardarelli 18) il 27 ottobre alle 18.
Manuela Claudiani
Direttore vicario
Responsabile promozione e comunicazione
Archivio di Stato di Viterbo
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