Riceviamo e pubblichiamo – In qualità del ruolo da me ricoperto di vicesegretario provinciale della federazione dei giovani democratici di Viterbo ed in qualità di responsabile lavoro e saperi della stessa, ritengo doveroso fare chiarezza su un tema cruciale per la nostra generazione e per le future, tema che in questi giorni si sta impropriamente e strumentalmente dibattendo su Facebook.
Credo sia doveroso nei confronti di tutti gli iscritti ai giovani democratici e al partito democratico rendere conto di come si sta ponendo l’organizzazione giovanile rispetto alla vicenda dell’Erasmus, balzata agli occhi della cronaca in queste settimane a causa della scarsità dei fondi che ne garantiscono il finanziamento a livello europeo.
I giovani democratici a livello nazionale hanno deciso di aderire alla campagna “I Rise up”, la prima petizione popolare lanciata da tutte le organizzazioni giovanili progressiste d’Europa. Giovani italiani, tedeschi, austriaci, francesi, irlandesi, spagnoli, portoghesi e belgi si sono resi protagonisti di una mobilitazione continentale per fare sentire la propria voce contro le politiche d’austerità e con la consapevolezza che l’Europa è innanzitutto una comunità di destini, che non ci sarà futuro se non si aggrediscono i divari tra territori, tra redditi, tra opportunità.
Il 4 e il 5 ottobre scorsi nell’assemblea nazionale della Run (Rete universitaria nazionale) e Fds (Federazione degli studenti) le due associazioni di rappresentanza studentesca dei giovani democratici nelle università e nelle scuole medie superiori, i Gd provenienti da tutti gli atenei e da tutte le regioni di Italia, confrontandosi tra di loro hanno costruito ed arricchito mediante il proprio contributo questo appello volto alla salvaguardia del diritto allo studio e alla tutela del progetto Erasmus che rischia di essere annullato per mancanza di fondi.
E’ di ieri la notizia che la commissione europea competente, anche in virtù delle manifestazioni di organizzazioni studentesche e di semplici famiglie che hanno preso piede in tutta Europa, si è riunita affinchè il rischio della scomparsa dell’Erasmus potesse essere sventato per il 2013.
Il problema nasce ora, dalla fine della programmazione 2007-2013 ma il commissario europeo ci tranquillizza: “Sto sollecitando gli stati membri e il parlamento europeo per affrontare il deficit di finanziamento nel bilancio 2012 il più presto possibile e per assicurarsi che non vi siano difficoltà analoghe l’anno prossimo. Abbiamo una responsabilità collettiva di rispettare i nostri impegni per i nostri giovani. Essi non meritano niente di meno”. L’impegno è quindi garantito e le promesse vanno anche oltre nel voler ampliare i fondi per la programmazione 2014-2020; il problema non è stato affrontato con leggerezza.
Il nostro impegno come giovanile strutturata nei territori, dal locale al nazionale fin all’Europa di scambio culturale e crescita formativa è quello di continuare a fare fronte comune unendo forze e voce in un progetto condiviso e sorretto da società civile, organizzazioni, associazioni, membri delle istituzioni a tutti i livelli, studenti e famiglie.
A fronte di quanto detto, vivendo io una realtà politica che si basa sul confronto e sul dialogo, ben lontana da atteggiamenti strumentali che cozzano con la democraticità dell’azione politica condivisa, avendo la certezza di potermi rapportare direttamente con quanti nella mia organizzazione si adoperano perché le proposte politiche e sociali siano valide e supportate in funzione del risultato, ritengo necessario ed opportuno dire che l’unico modo per contribuire a salvaguardare il progetto Erasmus è quello di aderire, diffondere e promuovere la campagna “I Rise Up”, abbracciata all’unanimità da tutte le organizzazioni giovanili democratiche d’Europa, l’unico strumento valido di cui i giovani democratici hanno deciso di dotarsi.
Non chiediamo ai nostri cittadini di firmare fogli di carta solo per far vedere che ci siamo, ma chiediamo il loro consenso su una proposta valida e ampiamente condivisa che ci vede protagonisti in prima persona, come studenti, come adulti del domani e come cittadini d’Italia e d’Europa.
Per quanti, leggendo queste mie poche righe siano interessati a sostenerci, la petizione è online. Noi saremo in piazza a diffondere la nostra campagna, convinti del fatto che la tutela delle giovani generazioni, come l’Europa e la sua cittadinanza attiva, non debba essere minata da colore politico, non debba assumere atteggiamenti di parte e non debba essere strumentalizzata al mero fine di ledere alla riuscita di un progetto collettivo.
Per quel che mi riguarda: I rise up! E tu?
Elisabetta Lanzi
Vicesegretario federazione provinciale giovani democratici Viterbo
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