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Latina - Si è svolto il 13 ottobre

“Il medico e le patologie ambientali”, bene il corso

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– Si è tenuto sabato 13 ottobre, presso la sala conferenze dell’Ordine dei medici di Latina, il primo corso “Ambiente e salute” dal titolo: “Il medico e le patologie ambientali”.

L’incontro, rivolto ai medici del territorio, ha visto fra i relatori, oltre al presidente dell’Ordine il dottor Giovanni Maria Righetti, il dottor Ernesto Burgio, presidente del comitato scientifico dell’associazione italiana medici  per l’ambiente (Isde Italia),  la dottoressa Antonella Litta, referente Isde di Viterbo, il dottor Pasquale Milo e il dottor Carmelo Rachele.

Il corso ha acceso i riflettori sul rapporto esistente tra inquinamento ambientale e le patologie  che hanno subito, negli ultimi anni, un incremento sensibile della loro prevalenza: allergie, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, autismo, malattie degenerative e tumori.

Il medico riveste un ruolo centrale nella prevenzione delle malattie correlate all’ambiente, specie promuovendo stili di vita e di comportamento salutari e divulgando strategie tese a ridurre l’esposizione agli inquinanti ambientali.

L’Ordine dei medici di Latina ha istituito da oltre tre anni un gruppo di lavoro, coordinato dal dottor Pasquale Milo, segretario dell’Ordine dei medici, costituito dal dottor Silverio Guarino, dal dottor Fabio Pannozzo, dal dottor Aldo Pastore e dal dottor Carmelo Rachele, con il compito di diffondere ai medici e agli insegnanti scolastici e di conseguenza ai pazienti, agli studenti e a tutta la popolazione, un decalogo su cosa fare per migliorare la qualità della vita.

“Compito del medico, per tutelare la salute delle persone è soprattutto dare il buon esempio – ha detto il dottor Ernesto Burgio  – ma anche, fare opera di sensibilizzazione e di educazione sanitaria, affinché ogni soggetto dia il suo piccolo contributo per limitare l’inquinamento atmosferico, delle acque e dell’ambiente in cui viviamo”.

Il dottor Burgio ha poi evidenziato come  segnali provenienti da un ambiente insalubre possano, attraverso un’alterazione dell’epigenoma, comportare un cambiamento rilevante del quadro epidemiologico di alcune patologie sulle generazioni future.

L’intervento dell’esperto ha fornito, inoltre, alcuni recenti dati della letteratura internazionale che hanno consentito di comprendere come la nostra salute possa dipendere, anche, da come i nostri nonni hanno vissuto e mangiato, quindi, il messaggio per tutti noi è di vivere in modo sano e salutare, affinché anche i nostri figli possano ricevere un bagaglio di stimoli ambientali efficace per la loro salute.

Alla dottoressa Antonella Litta è spettato il compito di fare il punto sulle problematiche sanitarie ed ambientali dell’arsenico nelle acque destinate al consumo umano nel Lazio.

Dalla relazione è emerso che le donne in gravidanza, venute in contatto con l’agente inquinante, hanno un rischio elevato  di veder compromesso  il normale sviluppo neurocognitivo del feto per il passaggio trans placentale della sostanza  potenzialmente tossica per il sistema nervoso centrale.

Molte delle sostanze tossiche presenti nell’ambiente possono, a secondo dell’età evolutiva sulla quale agiscono, determinare un’alterazione dei processi di sviluppo con compromissione di vari organi ed apparati.

Da sottolineare poi che, dal primo gennaio 2013, entrerà definitivamente in vigore la direttiva europea che fissa a 10 microgrammi/litro il limite massimo di arsenico consentito nelle acque destinate al consumo umano.

L’invito quindi, anche da parte dell’Ordine dei medici di Latina, a tutti i Comuni interessati dal problema arsenico, a rientrare nei limiti, se già non l’hanno fatto.

Per chi volesse saperne di più, nei prossimi giorni, sul sito dell’Ordine dei Medici della provincia di Latina ( www.ordinemedicilatina.it) saranno pubblicate le relazioni dei medici, le slides proiettate durante il corso e l’ultimo rapporto della Regione sull’inquinamento delle acque del nostro territorio.


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16 ottobre, 2012

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