(g.f.) – Con l’anno nuovo arriva il commissario in provincia.
A Viterbo come in tutti gli altri enti, se il ministro Patroni Griffi dovesse procedere come ha già annunciato, le province italiane saranno commissariate.
Come prevede il decreto, anche quelle che non sono a scadenza mandato. Per palazzo Gentili un anticipo di due anni e mezzo.
“L’altro giorno – spiega il presidente Marcello Meroi – siamo stati al Viminale per avere un’interpretazione autentica del decreto. Non si sa se sarà emanato il 29 ottobre come preannunciato dal ministro, o se dopo il pronunciamento della sentenza prevista per il sei novembre”.
Quel giorno si avrà una risposta al quesito sull’incostituzionalità del provvedimento stesso. “Buonsenso vorrebbe – sostiene Meroi – che si attendesse il sei novembre”.
Se così non dovesse essere, il decreto prevede tre mesi di normale funzionamento dell’ente. Quindi: “Con il nuovo anno, poi – continua Meroi – ci sarà il commissariamento.
Con tutta probabilità saranno gli stessi presidenti a essere nominati commissari, in attesa di sapere come e quando andare al voto di ricostituzione”.
Molto probabile che come chiesto dall’Upi, sarà chiesto ai cittadini d’esprimersi, tornando a votare. Sui tempi, però è notte fonda.
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