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Politica - L'Idv commenta la situazione di palazzo Gentili

La Provincia è in “ostaggio” della classe politica

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Palazzo Gentili sede della Provincia

Riceviamo e pubblichiamo – Secondo il Dimitrakos, uno dei più antichi e rinomati dizionari greci, la democrazia significa etimologicamente il “governo del popolo”.

Le istituzioni democratiche, come ad esempio la Provincia di Viterbo, rappresentano quindi una delle modalità stabilite dalla Costituzione del nostro Paese per dare al popolo la potestà effettiva di governare. Tutto ciò che si oppone a questo principio è contrario al significato stesso di Democrazia.

Nella sua prima esperienza alla Provincia di Viterbo, il gruppo consigliare dell’Italia dei valori ha visto più volte svilire l’istituzione democratica nel suo contenuto più profondo, con vari tentativi di asservirla agli interessi dei partiti politici o di semplici fazioni degli stessi.

Tutti ricordiamo i lunghi mesi in cui i lavori dell’aula sono rimasti bloccati in attesa che la maggioranza decidesse il nome del presidente del Consiglio, una serie senza fine di veti incrociati, di minacce di dimissioni e altro.

Un lungo periodo durante il quale il presidente della Provincia, la giunta, e il consiglio poco o nulla hanno potuto deliberare per il bene dei cittadini e del territorio. Una pausa durante la quale problemi importanti come lo stato di debito delle partecipate, l’arsenico nell’acqua potabile, la situazione del personale precario, restavano in attesa, nella speranza che qualcuno si accordasse su di un nome per una poltrona, l’ennesima poltrona.

Ecco, pensavamo che tutto questo fosse ormai storia passata, anche perché le recenti vicissitudini della politica ed il minimo gradimento di questa classe politica presso i cittadini suggerirebbero un comportamento molto diverso. Eppure, a quanto sembra, cambiare è proprio impossibile. Così, nell’ultima seduta del consiglio provinciale abbiamo assistito ad un nuovo episodio della “vecchia” politica.

Il gruppo consigliare dell’Udc, per ragioni forse collegate a incomprensioni in seno alla maggioranza, o a problematiche di fazioni interne e assessorati, bloccava i lavori dell’aula che si apprestava a votare il riequilibrio del Bilancio. Una scena in piccolo molto simile a quanto accaduto nei giorni precedenti alla Regione Lazio, con le dimissione della Polverini.

Di nuovo l’istituzione democratica era presa in ostaggio, non per aspetti relativi al punto all’ordine del giorno, quanto per convenienze politiche. Alla fine dopo una lunga attesa erano evitate le possibili dimissioni del presidente, il gruppo Udc votava il bilancio con la dichiarazione di astenersi da quel momento in poi dal dare supporto alla maggioranza, una specie di piccola “crisi”, intanto aperta e chissà quando da chiudersi.

Appare chiaro che queste vicende potrebbero essere tranquillamente affrontate senza coinvolgere l’aula.

A nostro avviso poco o nulla ha significato ascoltare alcuni interventi della maggioranza, a fronte delle critiche mosse all’ inaccettabile modo di operare. Interventi che affermavano candidamente che “così fan tutti”. E’ vero, sino a oggi “così fan tutti”, nessuno si preoccupa più del credito delle istituzione pubbliche. Per questo è molto probabile, anzi essenziale, che l’attuale classe politica abbia ormai fatto il suo tempo.

Coordinamento provinciale Idv


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2 ottobre, 2012

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