Riceviamo e pubblichiamo – I divieti previsti dall’ordinanza numero 112 a nostro modo di vedere sono soltanto un palliativo.
Si vuole dare un segnale rassicurante ai cittadini ma alla fine si finisce solo per danneggiare i commercianti e infastidire le persone civili che vogliono bere qualcosa per strada. Un po’ come vietare di fumarsi una sigaretta su una panchina qualsiasi.
Conosciamo i diversi disagi che i residenti di queste zone della città subiscono. Alcune zone sono letteralmente invase da gruppi molesti. A questo va porto rimedio. Ma esistono già leggi precise che combattono queste molestie. Il problema è che non si fanno rispettare. Vietare la vendita e il consumo di alcolici non intaccherà i “molestatori” della notte.
Per contrastare certi incivili c’è bisogno di agire con forza e serietà. Non si può invece andare a colpire i tantissimi ragazzi civili che frequentano la movida viterbese e che magari saranno multati perché presi a bere una birra su qualche gradino del centro.
Non si può andare a colpire i commercianti con simili divieti. Anche perché spesso sono gli stessi titolari dei locali che, senza il bisogno di alcuna legge, fanno rispettare comportamenti sobri e rispettosi ai giovani frequentatori. Tale provvedimento va a colpire la parte sana della movida. Chi è stato un problema fino a oggi continuerà a esserlo se non si interviene con forza.
I problemi di San Faustino e della Trinità soprattutto sono di tutt’altra natura. Non certo legati a qualche birra consumata in strada. Invitiamo l’amministrazione a riflettere seriamente sulla questione e ad evitare certe scelte populiste, inefficaci e dannose per la movida sana che esiste a Viterbo. Bisogna prendersi le proprie responsabilità e riportare la quiete nei quartieri disturbati dagli incivili e non gettare fumo negli occhi dei cittadini con provvedimenti che invece colpiscono chi non fa niente di male.
Lega Federalista
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