– “Officina Belushi non ha chiuso per un problema economico. Ma perchè ci sentiamo assediati”.
A distanza di 24 ore dalla notizia della chiusura del locale di musica live sulla Tuscanese nato nel 2006, il gestore Andrea Cutigni spiega le ragioni per fugare ogni dubbio. E dare a Cesare quel che è di Cesare.
Questa sarebbe stata la quarta stagione di Officina Belushi, sotto la sua direzione, perché la chiusura proprio a inizio stagione?
“Perché sono stanco. E di sicuro non c’entrano i problemi economici. Quello che ho fatto in questi quattro anni, cercando anche di cambiare e migliorare l’immagine di Officina, è stato fatto per passione e non per interessi economici. E comunque no, non ho deciso di chiudere per questo. Anche perché avevamo già in calendario dei concerti importanti: il 10 novembre avrebbe suonato Brusco, il 15 dicembre Radici nel cemento, a fine gennaio ci sarebbe stata la presentazione del nuovo video dei Prophilax e il 15 febbraio i Modena City Ramblers.”.
Allora qual è il motivo?
“Io credo che tutti dovremmo sentirci liberi di lavorare nel posto dove scegliamo di farlo. Seguendo le regole, Senza subirle”.
Scusi, ma con chi ce l’ha?
“Si respira aria di assedio e sinceramente si vive male e in questo clima vive male anche chi sceglie di venire a sentire musica da noi”.
Di nuovo, con chi ce l’ha?
“Con le forze dell’ordine. La sera del concerto della 99Posse mancavano solo i vigili urbani e quelli del fuoco. Mi rendo conto che ognuno deve fare il proprio lavoro, ma forse si sta esagerando. Per tutelare e proteggere i cittadini ci sono modi e modi”.
Secondo lei tutto questo dispiegamento di forze è motivato dal fatto che il suo locale è politicizzato?
“Mi auguro di no, ma non posso dirlo con certezza. E’ ovvio che l’Officina non è il classico locale, ma che ci possiamo fare se la maggior parte dei gruppi di musica live sono schierati? E poi da noi hanno suonato anche gruppi di destra, non solo di sinistra. Da come sono andate le cose non posso escludere che quello che è successo all’inaugurazione sia un fatto isolato. Non sarebbe stata l’ultima volta. Quindi basta così. E pensare che noi con la polizia non avevamo mai avuto nessun problema, in 4 anni li abbiamo chiamati due sole volte. Sinceramente non capisco proprio che fastidio potevamo dare”.
Quindi basta così. Portone chiuso e addio musica dal vivo?
“La passione non si ferma con una porta che si chiude. Ma per il momento è così. E nella decisione, vorrei sottolineare, non c’entra nemmeno il nuovo locale che ho preso in gestione. Il Riverside di Marta è tutt’altra cosa. Si tratta di un ‘ristopub’ dove si farà anche musica dal vivo ma di centro non è l’Officina che era nata solo per quello. Sono due cose diverse, nate per scopi diversi.
E poi smettiamola di dire che l’Officina era l’unico posto dove si faceva musica dal vivo. Non è vero. Ce ne sono altri e ce ne saranno altri. Ostacoli permettendo”.
Maria Letizia Riganelli
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