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– Promuovere le professioni della scrittura per lavorare con i libri e raccontare le storie. Perché con la cultura si può vivere. Perché si può rispondere alla crisi seguendo le proprie inclinazioni naturali e fare della scrittura una professione e un lavoro.
È questa la sfida della manifestazione voluta dallo scrittore Giorgio Nisini e dall’associazione Officina mente. Un ciclo di tre incontri organizzato in collaborazione con l’Itsst Leonardo da Vinci di Viterbo, il patrocinio del Comune di Viterbo e grazie alla sovvenzione dell’Agenzia nazionale per i giovani – programma gioventù in azione.
Tre appuntamenti con la partecipazione di scrittori, sceneggiatori ed editori che saranno protagonisti di un reportage giornalistico realizzato da un gruppo di studenti europei. Tre incontri che si terranno il 23 ottobre, il 6 e il 20 novembre alle 11 presso l’Aula magna dell’Università degli Studi della Tuscia nello splendido complesso di Santa Maria in Gradi a Viterbo.
Domani, il primo incontro con Antonio Pascale. Drammaturgo teatrale, scrittore e giornalista, Pascale – intervistato da Francesca Petrocchi, docente di critica letteraria e Letterature comparate – è autore di numerose opere, tra narrativa e saggistica, pubblicate da Einaudi, Laterza, Minimum fax e Chiarelettere. Scrive inoltre per il Corriere della Sera, il Post, il Mattino.
Tra i suoi ultimi lavori Questo è il paese, che non amo. Trent’anni nell’Italia senza stile (2010) e Pane e pace (2012). Assieme a lui il responsabile del progetto Giorgio Nisini, il sindaco di Viterbo Giulio Marini e Chiara Frontini. Il 6 novembre sarà poi la volta di Barbara Petronio mentre il 20 interverranno Elido Fazi e Alice Di Stefano. Incontri che saranno coordinati rispettivamente dalla regista Valentina Bertuzzi e da Gino Roncaglia, docente di Informatica applicata alle discipline umanistiche.
“Lavorare con i libri, lavorare con le storie – spiega Nisini – è un’iniziativa nata per promuovere le professioni legate all’editoria e alla scrittura e per favorire l’interscambio tra studenti italiani e studenti europei che soggiornano a Viterbo. L’iniziativa prosegue il successo dello Smontalibri, la manifestazione ideata e diretta da Nisini assieme a Roberto Ippolito, e rientra nell’impegno dell’associazione culturale Officina mente di sostenere modelli di ‘formazione creativa’ e di stimolare l’autoimprenditorialità dei giovani nell’ambito dell’impresa culturale”.
Il progetto coinvolge un gruppo misto di studenti dell’Università della Tuscia, dell’Istituto tecnico Leonardo da Vinci e di studenti Erasmus. Studenti europei a confronto. I loro nomi: Chiara Cassano, Manuel Gabrielli, David Gatto, Anton Lezov, Jamila Mansour, Ann Marjanidze, Elona Mazrekaj, Eleonora Merlani, Fabio Morelli. Coach del gruppo: Federico Meschini.
“Compito dei ragazzi – prosegue il responsabile del progetto – è di organizzare e documentare gli incontri su diverse linee tematiche: il futuro del libro e le prospettive dell’editoria elettronica, il mestiere dello scrittore, il mestiere dello sceneggiatore”.
Il libro come simbolo di cultura e interscambio culturale per i giovani.
Un’iniziativa che passa dal nostro territorio e si apre ai giovani studenti che hanno scelto Viterbo come meta del loro Erasmus. Ritengo che “Lavorare con i libri, lavorare con le storie” sia un progetto in grado di stimolare la creatività dei giovani e che, attraverso l’esperienza portata sul campo da professionisti, sarà capace di suscitare e accrescere l’interesse di chi vivrà questa avventura come una preziosa opportunità di crescita personale e perché no, professionale.
Un modo naturale per avvicinarsi al mondo dell’autoimprenditorialità e dell’impresa culturale.
Il sindaco
Giulio Marini
Lavorare con i libri, lavorare con le storie: un progetto di vero impegno giovanile, in cui abbiamo creduto fin dall’inizio.
Spiegare ai giovani come fare del proprio sogno un lavoro, al di là dei ranking tra i vari corsi di laurea, coltivare idee e talenti, investire realmente nella nostra generazione e nell’impresa culturale, far percepire l’Europa come un’entità più concreta e ricca di possibilità, sono obiettivi che la città di Viterbo deve porsi e raggiungere.
Solo così potremo immaginare un florido futuro e sfruttare ogni momento del presente. Per farlo non è possibile prescindere dal coinvolgimento attivo delle realtà associative del territorio: l’associazione Officina mente, con i suoi giovani, rappresenta infatti un’eccellenza da valorizzare con la quale sono fiera di poter collaborare per lo stimolo e la crescita dei nostri migliori studenti.
Chiara Frontini
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