Riceviamo e pubblichiamo – In una delle ultime sedute di un consiglio comunale convulso e distante dai problemi della città – impegnato com’è ad assistere alle beghe tutte interne alla maggioranza – il consigliere di Sel Mauro Innocenzi ha inoltrato una interrogazione al sindaco Marini chiedendo quanti soldi sono stati raccolti con la iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per Ferento (“60 giorni per salvare Ferento”) e come sono state spese le somme raccolte.
Il primo cittadino ha risposto – non senza un sintomatico rammarico – che la somma raccolta nell’ambito di questa iniziativa (nella quale erano coinvolte anche la Provincia e l’Università della Tuscia) è stata di 70 euro.
Non settemila, non settecento bensì settanta.
Un fatto che solo apparentemente è minore nella storia politica di questa città. Testimonia di una autorevolezza e una credibilità che è inconsistente. Una incompetenza allarmante. Quanto questo comprenda – oltre al sindaco e alla giunta – l’intera amministrazione non è facile comprenderlo, ma la difficoltà di una intera classe politica è palese.
Può quest’ultima raccogliere la sfida e portare Viterbo verso un progetto di sviluppo credibile e sostenibile? Evidentemente no.
Intanto i Beni culturali di questa città sono abbandonati alle cure di volontari e di associazioni private.
L’impegno che dovrà assumersi la prossima amministrazione – il prima possibile per il bene della città – è ricostruire la credibilità delle istituzioni e impegnarsi in un percorso educativo e partecipativo nei confronti dei cittadini.
Ponendo la scuola al centro delle politiche culturali, con competenza e lungimiranza.
Mauro Innocenzi gruppo consiliare SEL
Umberto Cinalli coordinatore comunale
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