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– “Se mi dimetterò o meno non è importante. Può essere domani o dopodomani. Non conta”.
Giulio Marini convoca un incontro con la stampa per spiegare ancora il Plus, quei tredici milioni di euro destinati a realizzare progetti attesi da quarant’anni. Ma più che una ripetizione è una risposta a chi all’interno della sua maggioranza proprio su questo risultato lo attacca.
Con lui, oltre all’assessore ai Lavori pubblici Paolo Muroni, diversi rappresentanti della sua maggioranza. Alleanza per Viterbo non c’è. “Il problema degli assenti non c’è più – taglia corto Marini – la maggioranza è andata avanti. Se oggi non c’è più non è un problema mio”.
Il Plus, una maledizione, più che un’opportunità per Viterbo. Così è sembrato leggendo le cronache politiche. “E’ un’iniziativa di cui si deve essere soddisfatti, di fronte a progetti portati a compimento, finanziati, approvati”. Si parte dall’ascensore a valle Faul, ma non c’è solo quello. Muroni lo cita per ricordare a qualcuno che ha la memoria un po’ corta.
“Dopo 40 anni – spiega Muroni – abbiamo trasformato il libro dei sogni in progetto. Nel 2007, quando si tentò di chiudere la zona D al traffico, dopo tutte le polemiche fu votata all’unanimità una delibera in cui si chiedeva preliminarmente la realizzazione del parcheggi a valle Faul, l’ascensore, bus ecologici. E’ stato tutto fatto.
Queste opere stanno nel piano triennale delle opere pubbliche. Allora, chi oggi cade alle nuvole a me fa pensare: o che chi siede qui in consiglio ci viene per dormire, o non si può dire di non sapere nulla”.
A chi gli contesta il modo con cui è andata avanti la progettazioni: “Noi usando personale interno – continua Muroni – dei 486mila euro previsti per la progettazione, ne abbiamo spesi 43mila”.
Oltre l’ascensore c’è di più. “Prevede la pensilina degli autobus al Sacrario, 200 metri quadri coperti e 400 scoperti da utilizzare per iniziative, la seconda parte dei lavori a valle Faul con i servizi sotto il Lazzaretto, il recupero di palazzo di Vico, via Genova, che rimarrà a parcheggio, ma molto più curato. Ci sono gli aiuti per le iniziative nel centro storico, commercio, artigiani, imprese. Non è possibile che si parli solo d’ascensore”.
Nessun dubbio nemmeno sugli incarichi per la progettazione. Tutto a evidenza pubblica. Lo certifica il dirigente Ernesto dello Vicario: “Abbiamo lavorato con procedure d’evidenza pubblica per tutte le attività, facendo economie per un milione di euro di risparmio che possiamo reinvestire sempre all’interno del Plus”.
Chi tra i consiglieri di maggioranza interviene è a sostegno del sindaco Marini, con Fusco (Lega Federalista) che punta pure sulle frazioni, Raggi immagina l’indotto che può portare il Plus a Viterbo e si domanda: “Mi pare che il problema non sia questo, non ho capito quali sono le resistenze”.
Lo chiede a Muroni, ma l’assessore non ha risposte e i tre consiglieri di Alleanza per Viterbo non ci sono. “Confesso – spiega Marini – sopratutto nella fase iniziale d’avere lavorato senza dare la notizia, nutrivo dubbi. Se finora alcune iniziative non s’erano fatte, c’era un ragione”. Oggi i fatti sembrano dargli ragione. Ma come detto già dal primo cittadino, ormai non è più un problema.
“La politica ha fatto la sua parte – conclude – il Plus va avanti. Con me o con il commissario, sono gli uffici a farlo avanzare”. Almeno questa soddisfazione se l’è presa.
Giuseppe Ferlicca
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