– Giulio Marini rimane in apnea. Trattiene il respiro. Resiste a una maggioranza che non c’è più.
Ieri l’ennesima prova. L’ascensore da valle Faul al colle del duomo(fotogallery). Atteso da quarant’anni può finalmente diventare realtà insieme ad altri progetti da tredici milioni di euro nel centro storico, eppure il sindaco e quel che resta dei suoi non sono riusciti nemmeno a far approvare una delibera per espropriare i terreni vicino alle cucine dell’ex ospedale, dove l’ascensore arriva al capolinea.
Ad Alleanza per Viterbo (Fracassini, Marcucci e Bracaglia) non piace. Fracassini sventola le carte. Il progetto del 2007. Costo dell’ascensore 700mila euro, oggi tre milioni 800mila euro. Peggio ancora Marcucci: per i vincoli esistenti non si dovrebbe toccare nulla a valle Faul, col rischio un giorno di dover demolire tutto. Insomma, quest’ascensore non s’ha da fare. Almeno per una parte della maggioranza.
Perché nell’opposizione, seppure con qualche riserva e critica (per Ricci del Pd non si sa nemmeno quanto costerà l’esproprio e l’Udc rimprovera la scarsa conoscenza del consiglio sulla materia), c’è disponibilità a far passare il progetto.
“Noi ci mettiamo l’impegno – precisa Ricci – per far passare comunque un provvedimento importante per la città. Ma il sindaco deve prendere atto che la maggioranza non c’è più e dimettersi, ponendo fine a una situazione che danneggia la città”.
Giulio Marini cortesemente rifiuta l’invito e rilancia, chiedendo alla minoranza di votare, per Viterbo. Solo che quando si arriva alla conta, Pd, Udc e Sel realizzano che la maggioranza non ha i numeri per far passare il progetto, esce dall’aula. Seguendo i tre di Alleanza per Viterbo. Sommando qualche assenza i numeri non ci sono. Diciannove voti non bastano e la seduta è sospesa. Quando riprende, nella maggioranza sono rimasti quattro gatti. Pochi per continuare e si va tutti a casa.
Un ascensore per l’inferno, una coalizione persa in mille gironi. Eppure Marini resiste. Si tura il naso e va avanti.
Costretto a sperare che i suoi godano sempre di ottima salute, altrimenti accade come ieri sera, si va sotto. Fracassini, Marcucci e Bracaglia non gliene fanno passare una. Però Marini resiste. Molti si chiedono perché, ma soprattutto fino a quando.
Giuseppe Ferlicca
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