Riceviamo e pubblichiamo – Calato il sipario sul teatrino della crisi in Comune, quando finalmente la politica locale, tra scandali e avvisi di garanzia, finalmente tornerà ad occuparsi dei problemi di noi cittadini, gli abitanti di Grotte Santo Stefano come delle altre frazioni aspettano una risposta in merito alla questione della municipalità.
Scaduto il termine di affissione all’albo pretorio della proposta di delibera relativa alla modifica dello statuto comunale, propedeutica all’istituzione dei municipi, mi auguro che nei prossimi consigli comunali la si porti in discussione, dando seguito così con atti concreti e formali alla volontà espressa all’unanimità dal consiglio nel luglio 2011.
Alla proposta di delibera è stato allegato il parere richiesto al ministero dell’Interno che ritiene non percorribile la procedura istitutiva dei municipi stabilita dall’articolo 16 del D.Lgs 267/2000 in quanto non equiparabile a quanto disposto dal regio decreto del 1928 che ha sottratto il Comune a Grotte Santo Stefano, Bagnaia e San Martino.
I comitati spontanei sorti a sostegno e tutela delle giuste aspettative di intere comunità hanno manifestato a tal riguardo numerose perplessità in merito a quanto scritto nella nota ministeriale, evidenziandone incongruenze e contraddittorietà con un’ampia documentazione a supporto, posta all’attenzione di tutti i gruppi consiliari, che non lascia ombra di dubbio sul fatto la linea normativa individuata dal consiglio comunale nella seduta di luglio 2011 per l’istituzione dei municipi è quella giusta.
Tale parere del ministero, peraltro non facoltativo non obbligatorio non vincolante e dunque ininfluente rispetto a una materia di stretta competenza comunale, risulta inoltre essere in netto contrasto con atti ormai istituzionalizzati e certificati più volte dalla Prefettura di Viterbo e dallo stesso ministero dell’Interno, atti che riguardano l’istituzione di fatto del municipio di Sipicciano del comune di Graffignano.
Non è certo anacronistico oggi, in un periodo di tagli e riduzione della spesa pubblica, parlare di istituzione di municipi, perché il municipio che abbiamo in mente è a costo zero, così come previsto dal decreto Monti del dicembre 2011.
Cariche elettive solo onorifiche, personale necessario all’espletamento dei servizi reperito da quello già in forza al Comune dislocandolo tra uffici centrali di Viterbo e quelli periferici delle frazioni nelle sedi già attrezzate delle ex circoscrizioni e risorse finanziarie derivanti da una ripartizione delle attuali entrate comunali suddivise tra Comune e Municipi in base a criteri oggettivi che tengano conto del territorio e della popolazione ivi residente e ovviamente sulla base dei servizi gestiti.
Sono questi i problemi di cui si dovrebbero occupare i nostri amministratori, dare cioè risposte concrete alle aspettative e ai bisogni della collettività che li ha eletti.
Marco Biritognolo
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