Riceviamo e pubblichiamo – Per una volta mi viene da scrivere un articolo dando almeno all’inizio ragione al sindaco Marini.
Perché si mette in discussione un progetto approvato da tutta la maggioranza e già finanziato per tredici milioni di euro? Già su questo c’è un dato ineccepibile, se la Regione finanzia un progetto il comune può spendere i finanziamenti per il progetto presentato e non per altre estemporanee opere, magari necessarie a far cassa di voti a qualche mese dalle elezioni.
In questa maggioranza dopo quattro anni di silenzio si sono svegliati tutti allimprovviso, mettendo in discussione tutto ciò che loro stessi hanno approvato. Ad Alleanza per Viterbo non va più bene il Plus, la Destra scopre che gli assessorati erano diventati dieci, la Lega federalista ha scoperto che il centro storico è sporco e che un quartiere approvato quindici anni fa è scollegato dalla città.
Altro discorso è però capire se tredici milioni di euro verranno ben spesi per queste opere pubbliche o potevano essere presentati progetti più vantaggiosi per la città. Come dice giustamente Muroni, i viterbesi si aspettavano a Valle Faul un ascensore che portasse al Sacrario migliaia di persone.
Magari, però, pensavano anche che Valle Faul avesse assorbito gran parte delle auto che si accavallano in centro. Nel nuovo parcheggio ci sono soltanto 160 posti per pochi fortunati. E dire che con un piazzale come quello di Valle Faul si sarebbero potuti ricavare almeno due piani di ampio parcheggio, magari senza far vedere nemmeno un’auto in superficie.
Qualcuno ha anche dichiarato che il parcheggio è predisposto per diventare un parco. Bella idea per carità, ma qualcuno ha forse dimenticato che il parco più rinomato della città, vale a dire Pratogiardino, è ormai abbandonato a sé stesso. Parliamo di opinioni certo, ma se uno tendesse l’orecchio ai viterbesi si accorgerebbe che in pochi hanno compreso questo strano intervento a Valle Faul.
Se poi passiamo alla politica ancora fatico a comprendere le motivazioni che hanno spinto Marini a ritirare le dimissioni. Lui ne cita due: gli scandali in Regione e l’avviso di garanzia ricevuto per le vicende del Vinitaly.
Le dimissioni Marini le aveva presentate, ritenendo che la maggioranza non c’era più. A dire il vero prima di darle si terrorizzavano i viterbesi sul fatto che con le dimissioni di Marini i soldi stanziati dalla Regione sarebbero andati persi. Oggi invece si afferma il contrario e cioè che il progetto Plus andrebbe avanti anche con un commissario.
Date le dimissioni, Marini le ha ritirate nelle stesse condizioni, vale a dire senza maggioranza. Sarebbe stato ad esempio opportuno dimostrare il 25 settembre di aver pronta una nuova giunta, ma non è stato così. Il giorno poi nel quale la giunta è stata presentata ci siamo ritrovati a dirigere i servizi sociali chi si occupava (male) di traffico perché a detta di tutti il giovane che c’era prima è stato veramente troppo bravo per continuare.
Qualsiasi politico esordisce nel suo comizio con la frase “i cittadini si sono allontanati dalla politica”. Rispondo che se forse la politica iniziasse ad affrontare con un po’ di raziocinio le questioni i cittadini avrebbero chiavi di lettura per capire cosa succede e magari scegliere chi votare con un criterio diverso dalla parentela e l’amicizia. Già scusate se poi si cambiano i criteri poi qualcuno come fa a campare di rendita?
Come si chiama quella qualità che dovrebbe rendere tutto più chiaro e comprensibile? Trasparenza. Ecco a Viterbo ci vorrebbe un po più di trasparenza.
Francesco Scialacqua
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