Riceviamo e pubblichiamo – Cari colleghi di vari partiti, è per chiarezza che intendo scrivere questo articolo. Sì, intendo fare chiarezza sul modo di fare politica.
In questi giorni, abbiamo assistito a scandali vari. Le ostriche di Fiorito, cene, fatture e ancor peggio soldi dei cittadini italiani trasferiti su conti esteri, eccetera. Tutti abbiamo gridato allo scandalo compreso Alfano e la Meloni i quali si sentono truffati da qualche componente del loro partito.
Allora sono scesi subito in campo dicendo di diminuire i soldi alla politica. Così facendo usano il classico specchietto per le allodole in modo da apparire loro, poverini, che sono stati truffati e gli italiani felici diranno che spendiamo meno per la politica. Sembra tutto apposto. In realtà non è affatto così colleghi miei, la realtà forse vera è che si sta mettendo a rischio la democrazia di questo Paese.
I soldi della politica ci vogliono e sono importanti: è il costo per la democrazia per la quale i nostri padri hanno lottato e quindi da militante di un partito mi sento di dire che sono doverosi e necessari.
Sbagliato è innanzitutto, dare i soldi per il personalismo politico che è antidemocratico. Cercherò di spiegarmi meglio. Quando i vari politici organizzano cene politiche non lo fanno per soltanto per parlare di questo o di quel problema, adesso si organizza la cena, si danno strette di mano e baci e abbracci poi a fine serata il politico fa il monologo e la cena finisce. Miei cari la politica non è questa e nemmeno la democrazia.
Mi permetto di porre un altro esempio. Fiorito ha quattro milioni di euro per fare la campagna elettorale, io 50mila. E’ come se io corressi un gran premio con 10 litri di benzina mentre l’altro ha disponibilità di benzina infinita: indovinate chi arriva al traguardo? Semplice, chi ha più benzina, o no?
Ecco perché i politici sono sempre gli stessi. Ha ragione Renzi quando dice che bisogna rottamare semplicemente perché i politici attuali hanno sempre il pieno di benzina e oltre, come televisioni, giornali finanziati dai politici e altro. Pertanto la così decantata democrazia è morta. Sì è stata uccisa dai politici che personalizzano la politica. La politica non dovrebbe essere mai personalizzazione, ma al contrario è ascolto e partecipazione.
Già appunto partecipazione, e per partecipare alla politica bisogna avere le sezioni di partito che costano. Adesso le sezioni di partito non ci sono quasi più perché i politici si trattengo i soldi per la propria campagna elettorale e non per il confronto con gli iscritti come sarebbe giusto e democratico.
Poi sono sempre loro a stare al centro dell’attenzione e non si ascoltano i giovani e le nuove idee e quindi, sempre di più, cadono nel delirio dell’onnipotenza, quel delirio nel quale tutti noi possiamo cadere. Non illudiamoci siamo tutti Fiorito. Tutti partiamo con le buone intenzioni, anche Fiorito o chi per lui, ma poi come diceva Trilussa, quando la zuppa è cotta sono tutti d’accordo. Quando in consiglio si decide di aumentare lo stipendio sono tutti d’accordo da Rifondazione all’estrema Destra o no?
Io propongo di non togliere i soldi alla politica propongo invece di riaprire tutte le sezioni di partito dai piccoli paesi alle sezioni di quartiere delle grandi città, per fare in modo che ci si possa confrontare tutti.
E in queste sezioni i politici devono venire non a fare monologhi barbosi e inutili, ma a confrontarsi con i giovani disoccupati, con le famiglie che hanno perso il posto di lavoro, con le problematiche del paese o della città dove si vive. Soprattutto devono imparare ad ascoltare, sì imparare ad ascoltare i bisogni della gente.
Poi se fossi segretario di partito vieterei di ricevere le persone in privato, non sono pastori che devono confessare, se uno ha un problema lo deve dire davanti a tutti perché sono convinto che il suo problema è anche quello di molti altri.
I nostri politici ormai non ascoltano, parlano alle televisioni e noi non possiamo rispondere. Solo loro hanno il diritto di parlare. Vi garantisco che c’è molta gente al bar e per strada che ha molti più valori di coloro che ci rappresentano.
Cari colleghi, ci tengo a ringraziare Chiara Frontini quando ha detto: “io non voglio essere una quota rosa”. Ha ragione, oggi le donne hanno le stesse possibilità degli uomini perché ci devono essere posti per le donne garantite per legge? Se le donne vogliono fare politica la fanno, nessuno lo impedisce, non capisco il senso delle quote rosa. Mi meraviglia Napolitano quando parla di quote rosa.
Un’altra cosa importante, che tengo a precisare: non bisogna diminuire i parlamentari, ma basta diminuire i loro stipendi. Per fare questo, caro Fini, basta un semplice decreto, non c’è bisogno di modifiche costituzionali o no? Bisogna portare lo stipendio dei parlamentari a un massimo di settemila euro al mese e non soltanto per una questione economica, ma soprattutto perché con 20mila euro molti politici perdono il senso della misura e non capiscono più le problematiche della gente.
Cari colleghi, di partito e non, i soldi per la politica sono importanti e vanno dati alle federazioni o alle sezioni di partito, non ai gruppi consiliari e poi non più di tanti…
Marco Palazzi
Federazione provinciale del Fli di Viterbo
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