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Partito democratico - Le 10 motivazioni del consigliere provinciale Angelelli a favore della candidatura del rottamatore

“Sostengo Renzi perché è ora di cambiare”

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Alessandro Angelelli

Alessandro Angelelli

Riceviamo e pubblichiamo – Ci ho pensato molto prima di decidere. Non è stato semplice, ma alla fine credo di aver fatto la scelta giusta. Queste in estrema sintesi le mie motivazioni:

1. Perché saremo chiamati a scegliere il leader del centrosinistra alle prossime elezioni. Non il segretario del Pd, e io ritengo che Matteo possa “riaccendere” la speranza di tanti elettori di centrosinistra, delusi da anni di lassismo politico a difesa di rendite di posizione, ormai rassegnati all’astensionismo.

2. Perché credo che rivolgere il proprio appello agli elettori delusi del centrodestra sia un atto di coraggio e di apertura mentale. Caratteristiche necessarie per  un leader e una coalizione che si propongono di guidare l’Italia, in un periodo in cui le uniche ideologie capaci ancora di appassionare sono quelle calcistiche.

3. Perché sono convinto che il limite di due mandati (o 10 anni) per ogni incarico sia sufficiente per offrire il proprio contributo al paese (figuriamoci se non possano bastare 15 anni).

4. Perché credo nei giovani come risorsa principale di questo paese. Penso che lavorare da un lato per stabilire con loro un dialogo, cercarne il coinvolgimento e il consenso, ma dall’altro limitarne lo spazio politico o bloccarne l’accesso alle primarie sia un atto grave.

5. Perché sono sicuro che si possa fare buona politica anche senza finanziamento pubblico ai partiti.

6. Perché, da uomo di sinistra, riconosco l’esigenza per il Pd di un ancoraggio al centro. L’alternativa è quella di tornare ad essere tutti “di sinistra”, ma in un partito più piccolo e con meno possibilità di incidere sul futuro del nostro paese.

7. Perché Matteo, pur professandosi cattolico praticante, ragiona e affronta le problematiche sensibili del paese con un approccio laico.

8. Perché sono convinto che quando in una competizione, qualunque essa sia, coloro i quali si sono “battuti” per anni su posizioni diverse  si ritrovano tutti uniti contro un nuovo competitor, superando tutte le divisioni, accomunati dalla sola voglia di allontanare il pericolo e sconfiggere l’avversario, ci sia qualcosa di poco credibile e democratico.

9. Perché non è vero che in politica bisogna aspettare il proprio turno, questo lo fanno i portaborse, gli incapaci, i paurosi. Chi crede in qualcosa lotta, subito, non rimanda.

10. Perché è arrivato ormai il momento di cambiare. Adesso!

Alessandro Angelelli
Consigliere Provinciale PD Viterbo


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22 ottobre, 2012

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