Riceviamo e pubblichiamo – E’ evidente che ci troviamo all’inizio di una campagna elettorale, dove la dialettica politica e le dichiarazioni assumono toni sempre più “aggressivi” nei confronti degli avversari politici.
In democrazia, viva Dio, ognuno ha il diritto di esprimere i propri giudizi e proporsi all’elettorato con soluzioni diverse volte a migliorare le condizioni sociali ed economiche di un territorio.
La differenza, oggi ancora di più che nel passato, la fa colei o colui che riesce ad apparire agli occhi dell’elettorato credibile e coerente.
Ciò premesso mi chiedo come può risultare credibile e coerente l’onorevole Sposetti, che domenica mattina ha pensato bene di convocare la stampa locale dichiarando che il sindaco Giulio Marini farebbe bene a dimettersi poiché destinatario di un avviso di garanzia legato all’inchiesta del Vinitaly edizione 2012 arrivata dopo lo scandalo in Regione.
Nel corso della conferenza stampa l’onorevole Sposetti ha dichiarato:
“Tutti i singoli coinvolti devono fare un passo indietro. Non muore nessuno se dopo un’esperienza politica in comune, regione o parlamento, si torna a fare il proprio lavoro”.
Il cellulare di Sposetti in questi giorni è rovente. “Sono preoccupato e avvilito – continua il parlamentare Pd – ricevo chiamate perché sanno che è la mia città e questa non è più un’indagine domestica come poteva essere il Cev o le mense.
Quanto emerso parte da Viterbo, una battaglia politica dal 2010, un intreccio di flusso di denaro verso il territorio, comuni, associazioni, enti e manifestazioni senza controlli. Per ottenere consenso”.
Pur condividendo con l’onorevole Sposetti lo stato di preoccupazione e il conseguente avvilimento per il presunto sperpero di denaro pubblico da parte del consiglio regionale del Lazio (dove peraltro anche il gruppo del Pd lo componeva e adottava le stesse modalità), mi chiedo se il “pulpito” da dove proviene la “predica” può essere definito credibile e coerente. Se è veritiera la storia politica dell’onorevole Sposetti, che oggi può essere letta comodamente con un click su internet ci si accorge di quanta incoerenza sono pregne le ultime dichiarazioni rilasciate domenica.
Continua l’onorevole Sposetti, così come riportato dalla stampa “Quanto emerso parte da Viterbo, una battaglia politica dal 2010, un intreccio di flusso di denaro verso il territorio, comuni, associazioni, enti e manifestazioni senza controlli. Per ottenere consenso”.
Invito chiunque a digitare su google nome e cognome del nostro concittadino parlamentare Sposetti per leggere un po di storia politica che lo riguarda. Decine e decine di pagine di siti che parlano del parlamentare ex tesoriere dei Ds. Sul sito di Gad Lerner è presente un link di “Vanity Fair” che definisce Ugo Sposetti “il tesoriere dei tesorieri della politica italiana”, oppure è interessante rileggere un articolo del 10/08/2007 presente sul sito del noto settimanale Panorama.it. Insomma oggi non è difficile da parte dell’elettore documentarsi su fatti e persone e trarre le dovute considerazioni.
Concludo dichiarandomi perfettamente d’accordo con l’onorevole Sposetti quando dichiara in merito ai dossier portati in Procura che “questa non è politica, in Procura un politico non ci dovrebbe andare mai”.
Andrea Marcosano
Consigliere comunale Pdl
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