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Sposetti e Gigli? Il passato che insidia il futuro

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Carlo Mezzetti

Carlo Mezzetti

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per vedere le strisce di Riccardo Fortuna

– Con il nome di Carlo Maria Scipio si è aperto il valzer delle ipotetiche candidature a sindaco di Viterbo per l’altrettanto ipotetica coalizione di centrosinistra.

E’ evidente che chi ha fatto circolare in modo così avventato questa ipotesi non abbia effettivamente voluto promuovere la candidatura di Scipio, tanto che con la immediata smentita del diretto interessato il suo nome è rapidamente uscito dal campo delle possibilità.

La vicenda segue l’esternazione della scorsa settimana di Sposetti, che all’esito di un carteggio con Gigli, ha riassunto con la definizione di “borghese illuminato” le caratteristiche del futuro candidato.

Naturalmente gli stessi Gigli e Sposetti, con l’ausilio di pochi altri, intenderebbero occuparsi della concreta individuazione dell’Illuminato.

Si tratta di un’impostazione che a me pare sbagliata non solo nel metodo (il che credo sia evidente, basti leggere lo statuto del Pd), ma anche nel merito.

E’ un ragionamento politico che guarda ai decenni passati, molto più che a quelli futuri.

Sposetti, come del resto gli altri principali esponenti del centro e del centrosinistra, pensano alle future elezioni comunali con un metro da prima e da seconda Repubblica.

Ritengono nella sostanza che per la storica conquista del comune di Viterbo passi attraverso una riedizione tardiva e locale del compromesso storico, con un Gigli in formato Moro che sdogani il centrosinistra veicolandolo al potere cittadino.

Quanto al candidato i loro discorsi rimandano agli anni Novanta, agli esordi della Seconda Repubblica, allorché tra il novembre del 1993 ed il 1999, nelle elezioni comunali, vi furono in giro per l’Italia risultati clamorosi che portarono a cambi di maggioranza storici.

Quegli esiti elettorali maturarono anche grazie alle personalità che si trovarono a guidare lo schieramento vincitore. Illy a Trieste, Ciaurro a Terni e Guazzaloca a Bologna, tanto per fare qualche esempio di “borghese illuminato” e vincitore.

Ritengo però che una simile impostazione sia doppiamente sbagliata.

Innanzitutto è illusorio pensare che a Viterbo i voti dell’Udc, il cui elettorato è ben più di opinione di quanto a qualcuno faccia comodo pensare, si sommino in blocco a quelli del centrosinistra. Anche se ciò succedesse, con un Pd sicuramente al ribasso e nettamente al di sotto della soglia del 30 per cento, il traguardo della maggioranza rimarrebbe siderale. E allora come si fa a credere che l’accordo con Gigli sia il volano della vittoria?

Inoltre, nonostante il sistema elettorale a doppio turno, nelle prossime elezioni amministrative comunali la contesa si dipanerà secondo uno schema che non sarà più bipolare.

La maggioranza degli elettori farà le sue scelte in un’ottica che non sarà più quella dello scontro destra-sinistra.

Questa mi pare la differenza di fondo rispetto alle tornate elettorali degli anni Novanta. Una miriade di liste civiche si muoverà fuori da ogni schema, proponendo candidature e pescando voti in maniera del tutto trasversale.

Ritengo che con la fine della stagione Marini a Viterbo non termini solo il centrodestra, ma si concluda un ciclo iniziato nel 1995 e vissuto sino a oggi all’insegna del bipolarismo.

Se così fosse anche il centrosinistra, per come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi, perderà rapidamente di significato politico.

Ecco perché, a mio avviso, in questo nuovo inizio, sarebbe stato fondamentale che il Partito democratico avesse scelto programmi e candidato attraverso delle primarie vere, aperte e protratte in un lasso temporale adeguato.

Di fronte a un elettorato sempre più demotivato e a un quadro politico quanto mai conflittuale, frantumato e confuso, il metodo del percorso civico democratico era l’unico strumento valido di formazione del consenso.

Pare ormai evidente che i soliti noti abbiano preferito agire come sempre, procedendo a colpi di caminetto.

Con il rischio che alla fine, per l’area democratica viterbese, non resti che fumo.

Carlo Mezzetti


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