(g.f.) – Trecentomila euro per le frazioni.
In consiglio comunale in discussione il bilancio di previsione e con un emendamento presentato dal consigliere Pd Guancini e approvato all’unanimità arriva una boccata d’ossigeno per le zone periferiche di Viterbo.
Il sindaco Giulio Marini non lascia, ma se proprio non raddoppia, promette d’aumentare la somma di centomila euro con un sub emendamento da parte della maggioranza.
Però non è sempre domenica. Per un emendamento approvato, i Democratici se ne sono visti respingere altri, con il centrodestra contrario.
Uno in particolare chiedeva di rivedere la classificazione d’abitazioni, risalente al 1939, per effetto della quale a Viterbo ci sono (presumibilmente solo su carta) 1611 case senza gabinetto e soltanto 68 ville. Bocciato.
“Eppure – sostiene Alvaro Ricci – lo scorso anno la maggioranza lo aveva approvato e proprio grazie a quel provvedimento si è avviato un cammino, con una delibera è stato detto agli uffici di predisporre una convenzione con l’agenzia del territorio”. Scelta contraddittoria.
“Rivedendo la classificazione catastale – spiega Ricci – ogni anno si potrebbero recuperare 400mila euro. Mi stupisce poi l’atteggiamento della consigliera Stella, che prima dice sì, poi al momento del voto è contraria”. Ci vorrebbe una stella che la illuminasse.
Si potrebbero risparmiare invece, 350mila euro l’anno dotando le fontane d’impianti di ricircolo dell’acqua. “Il comune invece – conclude Ricci – da un anno all’altro porta da 75mila euro le spese di manutenzione a 15mila”. Lasciando le fontane a secco. In tutti i sensi.
Giuseppe Ferlicca
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