– Viterbo e Rieti, un matrimonio tra province che s’ha da fare, nonostante ci sia chi si oppone a questa unione, come alle altre nel Lazio, dove Latina si unirà a Frosinone.
Il presidente della regione Renata Polverini ha impugnato davanti alla consulta la norma che impone la riorganizzazione, quindi coerentemente con la scelta, non presenta nessun piano di riassetto. Come lei, altri governatori hanno deciso di passare la patata bollente al Governo. Decidano loro.
Ai primi di novembre il decreto sarà all’esame del consiglio dei ministri e quindi inizierà il riordino delle province italiane. A giugno del prossimo anno, poi, è previsto l’arrivo del commissario anche per gli enti che in un primo momento si diceva che sarebbero arrivati a fine mandato, come Viterbo.
Non sarà così secondo le intenzioni governative, anche se sciogliere un organo eletto dai cittadini potrebbe non essere così facile come sembra.
Tra le province confinanti, nel disegno dei governo, rimane Roma città metropolitana, mentre sparisce Terni accorpata con Perugia e Grosseto si unisce a Siena e Lucca.
Con gli enti in fase di smantellamento, ci sono presidenti che hanno alzato bandiera bianca. Quello di Rieti si è dimesso, quello di Roma concorrerà per la presidenza della Regione e Frosinone valigie pronte.
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