– “L’abusivismo non paga”.
E’ un messaggio semplice, sul quale però bisogna insistere. Lo ha fatto il colonnello Alfonso Amaturo, comandante della guardia di finanza di Viterbo, intervenendo, questa mattina, nella sala delle conferenze della Camera di commercio, all’affollato convegno organizzato dalla Cna proprio sulla lotta al lavoro irregolare nei settori dell’estetica e dell’acconciatura.
“E’ evidente che la crisi rischia di far lievitare il fenomeno e di aggravare le distorsioni presenti nel mercato. Ciò spinge la nostra associazione – ha detto Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia, in apertura – a intensificare l’impegno contro l’abusivismo, non solo attraverso una più stretta collaborazione con gli organi preposti al controllo, ma con nuovi strumenti”.
E’ iniziata, infatti, una piccola “rivoluzione” che interessa gli operatori del benessere. All’ultimo contratto di lavoro, che risale al 2011, è allegato un avviso comune, firmato dalle associazioni artigiane e dai sindacati, che introduce la possibilità di affitto della poltrona/cabina. Di che cosa si tratta? Lo ha spiegato Claudio Carpentieri, responsabile dell’ufficio politiche fiscali della Cna nazionale.
In sintesi, “viene stipulato un contratto in base al quale il titolare di un salone di acconciatura o di estetica cede in uso una delle postazioni di lavoro esistenti nella propria azienda al titolare di un’altra impresa, anch’egli in possesso dell’abilitazione professionale, per consentirgli di esercitare autonomamente la propria attività”.
“Un vantaggio – ha affermato Savino Moscia, presidente nazionale di Cna Benessere e Sanità – per chi affitta, perché così utilizza al meglio la propria struttura e magari consegue un risparmio nella gestione delle spese correnti, e per chi non può permettersi di aprire un centro in proprio, per esempio un giovane nella fase di start up. Abbiamo stimato che, quando l’applicazione di questo strumento entrerà a pieno regime, sarà possibile far emergere dal ‘nero’ 20mila posti di lavoro”.
A proposito della dimensione dell’abusivismo, dai controlli effettuati dalla guardia di finanza risulta, nella provincia di Viterbo, una situazione non particolarmente allarmante. “Tuttavia, questo momento di crisi non ci fa stare tranquilli, anzi ci fa temere un incremento del fenomeno”, ha osservato il colonnello Amaturo, che ha confermato la propria disponibilità al confronto e ha invitato gli artigiani che lavorano onestamente a indignarsi di fronte ai casi di concorrenza sleale e a segnalare, anche rivolgendosi al 117, chi si comporta in modo non corretto.
Il comandante ha quindi mostrato attenzione verso l’affitto della poltrona/cabina, una realtà, ormai da diversi anni, in molti Paesi europei. In Italia, la battaglia della Cna è stata lunga, ma dopo quattro anni di difficile trattativa i sindacati hanno sottoscritto l’avviso.
La Toscana è stata tra le prime regioni a sperimentare lo strumento, con buoni risultati, a detta di Antonio Stocchi, vicepresidente nazionale di Cna Benessere e Sanità, intervenuto al convegno: “Ci vuole un cambiamento culturale, perché la profonda trasformazione che si apprestano a vivere le nostre attività richiede il superamento degli individualismi”.
Al tavolo della presidenza del convegno, gli imprenditori Massimo Pezzuto e Angela Mochi, in rappresentanza il primo degli acconciatori e la seconda delle estetiste di Cna Benessere e Sanità. L’Unione di mestiere ha dato il via, nella Tuscia e nell’area di Civitavecchia, a una campagna di sensibilizzazione rivolta ai consumatori: “Difenditi dagli abusivi. Acconciatori ed estetiste non regolari evadono il fisco e mettono a rischio la salute del cliente. Affida la tua bellezza a mani sicure”.
Presente in sala anche il commissario della commissione provinciale per l’Artigianato di Viterbo, Luigi Cola.
Info sull’iniziativa: Cna Benessere e Sanità, a Viterbo, in via I Maggio 3. Telefono 0761.2291, numero verde 800-437744. e-mail: l.fanelli@cnavt-civ.it.
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