Riceviamo e pubblichiamo – Con il ritiro delle acque prosegue la verifica dei danni che purtroppo continuano a crescere. Un settore a volte trascurato ma fondamentale per il ciclo naturale come quello dell’apicoltura è letteralmente a terra.
Centinaia di alveari, ben popolati, sono stati spazzati via dalla furia delle acque in tutta la provincia con perdite rilevanti e difficili prospettive di ripresa. La conoscenza del valore del miele si perde nella notte dei tempi; riferimenti al miele si rinvengono nella cultura degli Assiri, degli Babilonesi, degli Egiziani, dei Greci, dei Romani, insomma in tutta la letteratura antica.
Il miele era il nettare degli dei, alimento vivo ed energetico, l’unico dolcificante conosciuto allora e riscoperto per le sue tante proprietà e i suoi tanti sapori negli ultimi decenni.
Ebbene una storia millenaria rischia in questa provincia di sparire a causa di fattori legati alla cura e alla tutela del territorio che va dalle malattie, ai furti, ai sempre più frequenti danni da fauna selvatica e oggi a una carente manutenzione del territorio concausa della disastrosa situazione attuale.
In questi ultimi decenni una nuova generazione di apicoltori ha saputo cogliere, ed interpretare le esigenze di un’apicoltura moderna e razionale, valorizzando le risorse nettarifere tipiche del territorio, producendo mieli straordinari, premiati nei concorsi nazionali, ma soprattutto dai consumatori.
Ancora oggi ricorriamo molto spesso al miele o a qualche suo derivato (polline, cera, propoli, pappa reale) in caso di malattie da raffreddamento, mal di gola, piaghe e ferite o semplicemente come ricostituente, dolcificante o ancora addizionati ad alcuni cosmetici ma non solo, la tutela dell’apicoltura significa anche un preciso impegno nella difesa e salvaguardia dell’ambiente e delle biodiversità, consapevoli del ruolo insostituibile di “sentinella” che l’ape svolge nel monitoraggio ambientale, come nell’attività di impollinazione.
Un’insieme di sapori e aromi unici che solo la natura riesce a combinare in armonia, che grazie all’attività di tante imprese è divenuto un patrimonio economico e ambientale ma che rischia di sparire per le scelte scellerate di mala gestione del territorio.
Coldiretti Viterbo
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