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Politica - Interviene Isabella Grossi, candidata alla Regione Lazio per Lega Federalista

“Asili nido pubblici, più impegno per garantire il servizio”

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Isabella Grossi

Isabella Grossi

Riceviamo e pubblichiamo – Isabella Grossi, ufficialmente presentata da Lega Federalista come candidata alla Regione Lazio, inizia a fare ordine tra le priorità che, come donna e come giovane madre, intende perseguire con il gruppo di Umberto Fusco.

“Nello stato di crisi finanziaria attuale anche il tema degli asili nidi diventa sempre più un problema concreto, che insidia il sistema dell’organizzazione familiare, del rispetto del lavoro e della maternità delle donne – incalza Grossi.

L’Italia, dal punto di vista di assistenza familiare ai più piccoli, è in grave ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla strategia di Lisbona (Consiglio comunità europea), in cui si chiede agli Stati membri di raggiungere una percentuale del 33% di presenza negli asili nido di bambini tra i 0 e i 3 anni; la copertura italiana media di questo servizio, invece, è di circa il 12,7% e varia chiaramente tra nord e sud. La presenza delle scuole materne e per l’infanzia nel territorio è maggiore nelle regioni settentrionali, dove il servizio è più capillare sul territorio rispetto al sud.

Di certo anche la situazione viterbese non è fra le migliori – evidenzia Isabella Grossi – e le famiglie del nostro territorio subiscono troppo spesso la precarietà di questi servizi. Se vogliamo una crescita dello sviluppo del territorio, dobbiamo prima di tutto cercare di mettere le basi per poter far lavorare in modo più tranquillo le giovani famiglie che hanno, tra i tanti problemi amplificati in questo periodo, anche la preoccupazione del collocamento dei figli in fase di pre-scolarizzazione.

Un tempo si affidavano i figli ai nonni – prosegue Grossi – ma oggi, oltre al fatto che è fondamentale promuovere un discorso formativo impeccabile già nelle scuole dell’infanzia, c’è da sottolineare che l’onoratissima fonte di aiuto dei nonni diventa e diventerà sempre meno proponibile, anche alla luce del fatto che l’età della pensione è sempre più posticipata.

I genitori si trovano, per poter avere la possibilità di un posto in un asilo pubblico, con liste lunghissime di attesa. Troppo spesso, ovviamente, questi posti sono occupati esclusivamente da infanti provenienti da situazioni estremamente disagiate e/o da figli di immigrati. E la maggior parte delle altre famiglie? E’ evidente, rimangono fuori e sono costrette a rivolgersi ad asili e nidi privati che, pur offrendo buoni servizi, hanno comunque prezzi più elevati. Se vogliamo degli asili pubblici in grado di dare un servizio formativo e pedagogico di alto livello, dobbiamo considerare anche i bagagli personali e culturali che ogni bambino, nel suo piccolo, si porta con sé, a seconda della famiglia di provenienza. E’ quindi evidente che, per esempio, come nel caso della città di Viterbo, che ha un solo asilo pubblico situato nel centro storico, la maggior iscrizione di bambini immigrati, oltre a quelli che possono presentare disagi vari, creano uno scompenso nell’equilibrio. Un equilibrio – così Grossi – che, invece, si deve obbligatoriamente raggiungere al fine di consentire una vera e proficua integrazione sociale di tutti i bambini”.

Per la leghista viterbese, pertanto: “E’ necessario riverificare il prima possibile l’equilibrio tra servizi pubblici e privati. Gli enti locali non possono pensare, vista la ristrettezza economica che purtroppo hanno, di esternalizzare questo servizio.

Gli asili privati, pur funzionando bene, hanno comunque costi troppo elevati per le famiglie, spesso il personale è impiegato a tempo determinato, mentre in un ambiente delicato come quello dei più piccoli occorre una continuità lavorativa, formativa ed educativa, visto il ruolo essenziale e significativo degli insegnanti e dell’aspetto psicopedagogico che non deve essere secondo ad altri.

Niente da dire quindi sul privato, anzi, è giusto contribuire alla nascita di forme alternative, come i micro-nidi e gli asili domiciliari, che creerebbero in ogni caso posti di lavoro, ma occorre un forte impegno da parte degli Enti pubblici per mantenere efficiente il servizio pubblico. La gestione diretta, del resto, permette di contenere i costi offrendo al contempo una garanzia qualitativa.

Lega Federalista è per un federalismo finanziario che consenta più autonomia per la gestione delle risorse sul territorio, anche al fine di dare più giusta considerazione a problemi socio- educativi così rilevanti. Personalmente – conclude Isabella Grossi – intendo farmi portavoce di tutti quei cittadini che sentono vivo questo problema e che chiedono un aiuto concreto anche per rivedere il sistema dei punteggi qualificanti per l’inserimento nelle graduatorie di accesso agli asili pubblici”.

Lega Federalista


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16 novembre, 2012

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