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Politica - Giordano Sugaroni a sostegno del segretario del Pd per le primarie del centrosinistra

Con Bersani, per ripartire dal nostro territorio

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Riceviamo e pubblichiamo – Con gioia, passione ed entusiasmo mi recherò domenica mattina a votare per le primarie del centrosinistra. Con la consapevolezza che è giunta l’ora di incamminarmi in nuovo sentiero politico, che mi faccia dimenticare i disastri politici berlusconiani.

Il mio voto, e spero anche quello della maggior parte dei miei concittadini, andrà a favore di Bersani. Il più quotato e all’altezza tra la comunque preparata e ben amalgamata rosa dei candidati per affrontare lo status societario di una Italia nella quale sono evidenti e ineluttabili quattro dati principali:

1) Il drammatico distacco tra cittadini e politica;

2) La situazione economica e sociale che ci ha infilato in mezzo alla crisi più grave, più lunga e più incerta che si sia vista in Italia e in Europa dal dopoguerra;

3) Le tendenze già operanti e i rischi di frantumazione e balcanizzazione del sistema politico, la crisi scomposta della destra, lì insorgere di nuovi e antichi populismi, ma anche di più e oltre: una voglia generica e potente di rifiuto, di semplice e radicale rifiuto che corre nel Paese;

4) Il Parlamento, in questi anni, ridotto a un gruppo di fedelissimi del capo.

Con l’incipit “ora bisogna cambiare”, andare massicciamente a votare vorrà dire anche soprattutto rendersi conto della situazione in cui vive il nostro territorio. Di fronte a una crisi nella crisi, con dati economici, demografici e sociali ancora più drammatici. Aggravati da una politica dei centrodestra regionale e provinciale, volta ancor più a marginalizzare i territori più deboli.

Andare massicciamente a votare, sarà anche un attestare la necessità di partire dalla riforma delle istituzioni e della politica, dal rinnovamento morale, dalla riscossa civica, dai diritti illuminati dall’articolo 3 della nostra Costituzione. E allo stesso tempo annunciare al centrosinistra che da lì deve ripartire per il cambiamento.

Il “fare” moralità, sobrietà, legalità, regole come strumento operante davvero per rivedere in modo organico la seconda parte della Costituzione, legge sui partiti, costi della politica, norme anticorruzione, quelle che resteranno da fare, dal falso il bilancio all’antiriciclaggio, diritti fondamentali, parità di genere, giustizia per i cittadini, trasparenza e regole.

E secondo me, Bersani è il più adeguato, per l’esperienza di governo, per i rapporti con l’Europa, per la capacità di innovazione. Confido nella capacità del segretario che in maniera generosa, ha voluto che il popolo del centrosinistra si esprima attraverso le primarie, nel vincere le nuove sfide di rinnovamento e innovazione senza mortificare storie, idee, lavoro e fatiche di dirigenti e militanti.

D’altra parte, la sua azione politica è stata caratterizzata da un volere incessante di includere e innovare, promuovendo tanti giovani nei ruoli di responsabilità del partito e cercando nuovi orizzonti programmatici di cui la carte di intenti rappresenta una sintesi avanzata. Necessita una riconciliazione della politica con il popolo. E queste primarie sono la prima occasione.

Per saper andare oltre civismo e partecipazione, controllo sociale sull’agire pubblico. E in questa direzione spero che tutti insieme vogliamo aprire un confronto il più ampio possibile sul futuro del nostro territorio anche in vista delle prossime elezioni politiche e regionali. Dobbiamo sapere che il futuro dipende da scelte a livello mondiale, europeo, nazionale.

Ma vogliamo ripartire dalla nostra terra, dal nostro territorio. Avviare un confronto serrato per un discorso positivo, che coinvolga in primis le nuove generazioni per creare quelle opportunità ed occasioni che drammaticamente mancano. La buona politica e l’idea di uno sforzo collettivo e non di un solo uomo. Questo lo pensa e lo pratica Pierluigi Bersani. E io sostengo le sue ragioni.

Giordano Sugaroni


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23 novembre, 2012

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